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L'allarme di Legambiente: "Campania, pattumiera d'Italia"

Quarto, cresce l’esasperazione dei residenti per la crisi


Quarto, cresce l’esasperazione dei residenti per la crisi
06/07/2011, 14:07

QUARTO (NA) - Si fanno sempre più drammatiche le condizioni igienico-sanitarie della città di Quarto, dove cumuli di immondizia maleodorante invadono e seppelliscono completamente le zone più periferiche. Nel corso delle ultime settimane alcune arterie della cittadina flegrea sono state trasformate in sversatoi abusivi, che enucleano anche rifiuti speciali e nocivi. Una realtà che ha già reso protagonista la città, da poco amministrata dal sindaco Giarrusso, quando negli anni scorsi le cave di via Spinelli divennero deposito di materiale dannoso. Un giro di affari di 800 milioni di euro all’anno, con la maglia nera a livello nazionale con 786 reati accertati pari al 13% del totale nazionale e dal 2002 ad oggi nella regione dell’ecomafia record di inchieste sull’unico delitto ambientale, quello contro i professionisti del traffico illecito di veleni con 474 persone arrestate e denunciate e il coinvolgimento di ben 139 aziende. Questi i numeri della “Rifiuti Spa” in Campania, presentati da Legambiente, che denuncia la presenza di discariche legali ed illegali che per decenni hanno accolto ogni tipo di rifiuti provenienti dal Nord. “Il Sud è stata la pattumiera del Nord – ha dichiarato Michele Buonomo, presidente di Legambiente – Lo dimostrano le inchieste, le dichiarazioni dei pentiti. Sono decine le ditte del Nord che hanno piazzato sotto terra ogni genere di scarti tossici e industriali: fanghi, liquami e finanche amianto nei campi di mele annurche, fragole e ciliegie”. Episodi che hanno interessato spesso la cittadina di Quarto, dove i residenti hanno più volte segnalato nel corso degli anni il rinvenimento di lastre di eternit. Spesso anche a pochi passi da scuole e dalle abitazioni dei residenti. “In questi venti anni – prosegue Buonomo – i rifiuti provenivano dai poli industriali, situati in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Toscana, principalmente da industrie siderurgiche, metallurgiche, cartarie e passavano attraverso ditte compiacenti abilitate al trasporto, all’intermediazione, al recupero e allo stoccaggio. Ricordiamocelo ogni volta che come in questi giorni i politici del Nord si rifiutano di prendere i rifiuti napoletani”.

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di Tiziana Casciaro
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