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Diciassette consiglieri comunali si dimettono

Quarto, crolla il consiglio: a maggio si va al voto


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Quarto, crolla il consiglio: a maggio si va al voto
05/02/2011, 12:02

Diciassette consiglieri comunali (11 consiglieri dell’opposizione e 6 della maggioranza di centrosinistra) hanno rassegnato le contestuali dimissioni dalla carica di consigliere: l’atto, sottoscritto alla presenza di un notaio e protocollato nelle mani del segretario comunale, Amedeo Rocco, sancisce l’automatico scioglimento anticipato del Consiglio comunale di Quarto che tornerà alle urne alla prima tornata utile, dopo tre anni e mezzo di consiliatura. I firmatari delle dimissioni sono stati i consiglieri di opposizione Leonardo Apa (Pdl), Francesco Carputo (Pdl), Eugenio Iannicelli (Pdl), Antonio Carandente Perrecca (Pdl), Armando Chiaro (Pdl), Francesco Fernandez (Pdl), Andrea Micillo (Pdl), Antonio Contini (Gruppo misto), Michele Di Criscio (Italia dei Valori), Guglielmo Friscia (Udeur), Giovanni Amirante (Verdi) e gli ex consiglieri di maggioranza Leopoldo Carandente Tartaglia (Gruppo misto ex Pd ed ex presidente del Consiglio comunale), Gennaro Esposito (Pd ed ex capogruppo), Michele Di Criscio (Udc), Nunzio Felaco (Udc), Giuseppe Esposito (Udc), Carlo Giaccio (Udc). Sauro Secone era stato eletto nel maggio del 2007 sindaco al primo turno con il 56,7 per cento dei consensi, a capo di una coalizione di centrosinistra composta da Ds, Margherita, Udeur, Verdi, Socialisti, Prc, Italia dei Valori. «Gli interessi in questa città sono stati sempre forti e, evidentemente, gli interessi personali e i poteri forti hanno forse determinato questa decisione di dimissioni di massa, il cui significato pieno mi appare oscuro e nebuloso e su cui mi auguro che indaghi la Procura della Repubblica – dice con amarezza l'ormai ex sindaco Sauro Secone – Ci sono molte cose che mi lasciano perplessi, dal momento che le dimissioni arrivano in un momento delicato per la città, impegnata con i suoi 40mila abitanti in una comune battaglia bipartisan e pacifica contro la realizzazione della discarica in una delle cave di via Spinelli. Diecimila persone sabato scorso hanno chiesto a noi politici e amministratori di far sentire la loro istanza civile di diniego alla discarica, come lo stesso hanno fatto i parroci e la Diocesi di Pozzuoli. Un messaggio ribadito anche appena l’altra sera nel Consiglio comunale straordinario e plenario. Adesso si è scelto in modo inopinato e irresponsabile di far perdere alla città di Quarto un punto di riferimento istituzionale. Le dimissioni di questi consiglieri comunali non hanno nulla a che vedere con la questione discarica, né sono motivate da fattori politici. Andiamo a casa dopo aver approvato l’importante atto a tutela della legalità della Stazione unica appaltante, il pieno recupero dell’ex macello comunale, costato 5 miliardi di vecchie lire e da noi completamente recuperato come sede dell’isola ecologica e il 14 febbraio sarebbe partita anche la rivoluzione nel prelievo dei rifiuti con la differenziata porta a porta. Adesso non so, francamente, cosa potrà accadere. Di sicuro io, da privato cittadino, continuerò ad essere in prima linea al fianco dei comitati antidiscarica per dire un chiaro e netto «no» alla discarica ai confini tra Quarto e Pozzuoli. Chi ha firmato le dimissioni, evidentemente, vuole solo bruciare il futuro di Quarto e ne dovrà rispondere agli elettori. Mi sono battuto con i miei consiglieri in prima persona contro la discarica non solo a Quarto ma in tutti i Campi Flegrei e l'ultimo atto ufficiale risale a ventiquattro ore fa, con un documento congiunto votato per acclamazione dai consigli comunali di Quarto, Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli in cui si chiede alla Provincia di rivedere il piano che prevede l'uso della cava di Quarto come discarica. I cittaidini, però, devono ricordare che dal 2000 al 2011 è il quarto scioglimento anticipato per dimissioni dei consiglieri comunali che avviene nel nostro Comune, un caso unico in Italia, su cui aprire una serena riflessione. Una situazione di preoccupante ingovernabilità che ha caratterizzato giunte di tutti i colori politici».

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di redazione
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