Provincia / Caserta

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Era in ospedale, rimase ferito durante conflitto a fuoco

Raid in gioielleria, morto rapinatore che sparò ad appuntato

Stroncato dopo nove giorni di agonia da uno shock settico

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Raid in gioielleria, morto rapinatore che sparò ad appuntato
08/05/2013, 11:30

MADDALONI - E’ deceduto dopo nove giorni di agonia il 18enne, Angelo Covato, che lo scorso 27 aprile uccise l’appuntato Tiziano Della Ratta nel corso di un tentavo di rapina ad una gioielleria di Maddaloni, nel casertano. Il giovane, dopo un conflitto a fuoco, era stato ricoverato già in gravissime condizioni nel reparto di rianimazione dell’azienda ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta. Il direttore sanitario, Diego Paternosto, ha spiegato che “Covato è morto per shock settico in quanto qualche organo interno, toccato dai proiettili, potrebbe essersi infettato. Si tratta comunque - ha aggiunto - di una complicazione del quadro clinico piuttosto normale in conseguenza del ferimento con colpi d’arma da fuoco”. Covato, originario di Napoli e incensurato, fu ripreso dalle telecamere interne del negozio di preziosi mentre faceva irruzione, con un cappellino rosso in testa e armato di pistola, subito dopo i suoi due complici Vincenza Gaglione e Antonio Iazzetta; fu proprio Covato, hanno dimostrato le immagini diffuse dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, a fare fuoco per primo con la sua Beretta semiautomatica, carica di 15 proiettili, all’indirizzo dei due carabinieri Della Ratta e Trombetta che sopraggiunsero dal retrobottega della gioielleria; dopo di lui iniziò a sparare anche l’altro giovane rapinatore incensurato Antonio Iazzetta, di 21 anni. Il 18enne, con i due complici, fuggì trovando però all'esterno altri carabinieri con i quali proseguì il conflitto a fuoco; colpito almeno sei volte, il giovane rimase gravemente ferito e fu condotto agli arresti all’ospedale di Caserta; le sue condizioni erano talmente gravi che il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, pur confermando il fermo a suo carico emesso dal pm Carlo Fucci, non ha potuto interrogarlo. “L’equipe medica che lo operò d’urgenza - ha concluso Paternosto - rimosse i tre proiettili conficcatisi nel corpo, uno dei quali aveva lacerato il fegato. Da allora Covato è rimasto ricoverato nel reparto di rianimazione. Negli ultimi giorni le sue condizioni sono peggiorate, ma non è mai stato fuori pericolo di vita”. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha in ogni caso disposto l’autopsia per chiarire ogni dubbio sulla morte.

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di Emilio di Cioccio
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