Provincia / Caserta

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Base per la vendita: 11 milioni e 200mila euro

Reggia di Carditello, nuova asta giudiziaria il 17 gennaio

Intanto, la Fondazione annunciata resta al palo

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Reggia di Carditello, nuova asta giudiziaria il 17 gennaio
05/01/2013, 09:53

SAN TAMMARO - Meno di due settimane ed il 17 gennaio prossimo ci sarà una nuova asta giudiziaria per la Reggia di Carditello. Base d’asta per la vendita: 11 milioni e 200mila euro. Un capitolo, questo, estremamente doloroso in virtù del quale, finora, ci sono stati soltanto annunci da parte del Governo e della Regione Campania. Di fatto, nessuno ha provato a trovare un accordo con la Sga, ovvero la società di recupero del Banco di Napoli che vanta crediti milionari nei confronti del Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, che è, si ricorderà, proprietario del Real Sito. “Vorrei proprio che si facesse avanti qualche compratore – ha tuonato il sindaco di San Tammaro, Emiddio Cimmino – per vedere chi eserciterà il diritto di prelazione”. Diritto che sia il ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi che il governatore Stefano Caldoro avevano promesso di esercitare in caso di vendita del Real Sito. Intanto, la Fondazione annunciata l’estate scorsa, dopo cinque mesi, resta ancora un sogno. Fondazione che era stata annunciata da Agenda 21, ovvero il coordinamento delle associazioni pro-Carditello, e che aveva trovato, o almeno così sembrava, nella Regione Campania il suo main sponsor. Anche in questo caso, però, nessuna convocazione di un tavolo operativo è mai arrivata e “il tempo – ricorda il presidente di Agenda 21, Raffaele Zito – passa inesorabilmente e si perdono occasioni importanti”. Nelle intenzioni del coordinamento delle associazioni, la Fondazione avrebbe dovuto occuparsi non solo dell’acquisto ma anche della gestione del bene. “Fondazione – aggiunge Zito – che avrebbe dovuto vedere la luce prima della nuova asta giudiziaria. Ma i tempi, manco a dirlo, si sono dilatati ulteriormente, e non certamente per colpa nostra”. La Fondazione partecipata per Carditello annovera nel suo progetto iniziale sette soci fondatori: Regione Campania, Provincia di Caserta, Comune di San Tammaro, Consorzio di Bonifica, Agenda 21, Camera di Commercio e Ordini Professionali. Questi ultimi, per la cronaca, stanno lavorando alla stesura dello Statuto. Un lavoro che, in ogni caso, rischia di essere vanificato se da parte della Regione Campania non giungeranno segnali concreti per salvare un pezzo di storia della provincia di Caserta.

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di Emilio di Cioccio
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