Provincia / Caserta

Commenta Stampa

Decisione del presidente della Camera, Laura Boldrini

Rifiuti & Casalesi, desecretati atti del pentito Schiavone -video

“Entro 20 anni moriranno gli abitanti di diversi Comuni”

.

Rifiuti & Casalesi, desecretati atti del pentito Schiavone -video
01/11/2013, 11:02

CASAL DI PRINCIPE – “Entro venti anni gli abitanti di diversi comuni del Casertano rischiano di morire di cancro, a causa dei rifiuti pericolosi interrati dal clan”. E’ uno dei passaggi del memoriale consegnato, nel lontano ’97, da Carmine Schiavone, pentito del clan dei Casalesi, alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul ciclo dei Rifiuti. Memoriale che, soltanto oggi, è diventato pubblico dopo la rimozione del segreto da parte del presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini. Riferendosi al traffico illegale di rifiuti nocivi, il pentito spiega che divenne un business autorizzato per il clan dei Casalesi a partire dagli anni ’90. “Tuttavia – riferì il pentito – quel traffico veniva già attuato in precedenza, gli abitanti dei paesi rischiano tutti di morire. Non credo che si salveranno gli abitanti di paesi come Casapesenna, Casal di Principe, Castel Volturno e così via; avranno, forse, venti anni di vita”. Un business, quello dei rifiuti tossici, che fruttava almeno 600-700 milioni di lire al mese e finiva direttamente nelle casse del clan dei Casalesi. “All’epoca tenevo ancora il relativo registro, - disse Carmine Schiavone alla Commissione d’Inchiesta - in cui figurava che, per l’immondizia, entravano 100 milioni al mese, mentre poi mi sono reso conto che in realtà il profitto era di almeno 600-700 milioni”. “Si tratta della prima volta che la presidenza della Camera, senza che questo sia richiesto dalla magistratura, - sottolinea il presidente Laura Boldrini - decide di rendere pubblico un documento formato da Commissioni di inchiesta che in passato lo avevano classificato come segreto”. E rincarando la dose, la Boldrini aggiunge: “Lo dovevamo in primo luogo ai cittadini delle zone della Campania devastate da una catastrofe ambientale cosciente e premeditata: cittadini che oggi hanno tutto il diritto di conoscere quali crimini siano stati commessi ai loro danni per poter esigere la riparazione possibile”.

Commenta Stampa
di Emilio di Cioccio
Riproduzione riservata ©