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Caserta, immediato l’intervento dei vigili del fuoco

Rifiuti, benzina nella sede del Consorzio: è panico

La tensione tra i circa 900 dipendenti resta altissima

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Rifiuti, benzina nella sede del Consorzio: è panico
21/01/2013, 10:33

CASERTA - Sono due settimane, oramai, che stanno protestando davanti alla sede del Consorzio Unico di Bacino dei Rifiuti, articolazione di Caserta. Lamentano il mancato pagamento degli stipendi, e delle tredicesime, e chiedono garanzie certe sul loro futuro occupazionale. Stiamo parlando dei circa 900 dipendenti del Cub che, questa mattina, hanno deciso di alzare il tiro e di inasprire ulteriormente i toni della polemica. Prima il blocco della circolazione lungo corso Trieste, dove ha sede la Provincia, poi il blocco in corso Giannone, davanti alla sede del Consorzio, dove resta comunque un presidio permanente. Questa mattina, però, qualche addetto alla raccolta dei rifiuti ha pensato bene - si fa per dire - di spargere della benzina all’ingresso del palazzo ex King House, sede degli uffici del Consorzio. Ed è stato il caos. Ma procediamo con ordine. Il fatto è avvenuto intorno alle 8; immediato è scattato l’allarme ed è partita una telefonata al 113. Sul posto, nel giro di pochi minuti, sono arrivati agenti della Volante e della Digos. Subito dopo sono giunti anche i vigili del fuoco che hanno provveduto a bonificare l’area interessata dallo sversamento del liquido infiammabile. La situazione è tornata alla normalità verso le 8.30 ma le ripercussioni sul traffico veicolare, manco a dirlo, sono state enormi perché l’episodio si è verificato nell’ora di punta. In ogni caso, lo stato di agitazione dei lavoratori del consorzio dei rifiuti resta: lamentano il mancato pagamento degli stipendi dallo scorso agosto e della tredicesima. In questi giorni, secondo quanto convenuto a Roma in un vertice, dovrebbero essere saldate almeno due mensilità. Ma sul futuro del Cub si addensano ancora nubi oscure: entro la scadenza della proroga stabilita su decreto del Governo alle strutture, bisognerà stabilire quale sarà il destino di così tanti lavoratori.

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di Emilio di Cioccio
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