Provincia / Caserta

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Da Maddaloni a Casal di Principe, su ordine dei magistrati

Rifiuti interrati, giornata di scavi nella “terra dei fuochi”

Carotaggi e prelievi a Masseria Monti, nota per le fumarole

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Rifiuti interrati, giornata di scavi nella “terra dei fuochi”
12/02/2014, 13:07

MADDALONI - Giornata di scavi e di carotaggi nella “Terra dei Fuochi”. Al lavoro carabinieri, corpo forestale dello Stato, tecnici dell’Arpac e dell’Asl, su delega della Procura di Santa Maria Capua Vetere, nel caso di “Masseria Monti” in quel di Maddaloni, e su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nel caso di Casal di Principe. Ma procediamo con ordine. Il procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere, Raffaella Capasso, che ha aperto un’inchiesta per “disastro ambientale”, ha ordinato che si procedesse con i carotaggi e con i prelievi di diversi campioni del terreno in più punti di “Masseria Monti”, ovvero la discarica che, da 25 anni a questa parte, è al centro di polemiche infuocate ed è fonte di miasmi con i quali le comunità circostanti non sono più intenzionate a convivere. Una discarica che, come più volte denunciato dalle associazioni ambientaliste e dai comitati civici, è tristemente nota anche per il fenomeno delle cosiddette “fumarole”. Con l’ausilio di apposite attrezzature ed apparecchiature si procede con una serie di prelievi di acqua e con i carotaggi del terreno, come si diceva, con l’obiettivo di capire cosa è stato realmente sversato negli ultimi decenni in quell’area; un’area, tra l’altro, costellata da mini-discariche abusive incontrollate e da diversi fondi agricoli destinati ad attività di coltivazione e di pascolo come si può ben vedere dalle immagini. Da Maddaloni a Casal di Principe, dove, in via Circumvallazione angolo via Sondrio per la precisione, sono riprese le attività di scavo presso il sito già ispezionato nello scorso mese di settembre. L’ordine che è arrivato dai pm della Dda di Napoli è quello di raggiungere i ventri metri di profondità, ben oltre quindi le falde acquifere. Il sito interessato dagli scavi, per la cronaca, è quello indicato dai pentiti Roberto Vargas e Francesco della Corte come discarica abusiva di rifiuti tossici e pericolosi, il cui traffico era gestito dal clan dei Casalesi. Le indagini sulle rivelazioni dei pentiti sono affidate ai carabinieri del comando provinciale, guidati dal colonello Giancarlo Scafuri.

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di Emilio di Cioccio
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