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Rifiuti: Napoli lancia la sfida del biodegradabile nel Sud Europa


Rifiuti: Napoli lancia la sfida del biodegradabile nel Sud Europa
19/02/2011, 09:02


Buste di plastica, piatti e bicchieri, involucri vari, ma anche gli stessi sacchetti comunemente utilizzati per trasportare la spazzatura: un mondo di oggetti che quotidianamente dovrebbero far parte della raccolta differenziata, ma che, grazie a dei nuovi additivi proposti da un’azienda campana, nel futuro prossimo potranno fare parte dell’umido ed essere velocemente scomposti in discarica e nell’atmosfera.

A lanciare questa sfida nel Sud Europa è un’azienda campana, la AT&Service, che distribuisce in tutto il Sud Europa L’ EcoPure, un additivo biodegradabile che usato nella misura minima dell’ 1% in aggiunta al polimero, permette al prodotto in plastica di essere demolito qualora sia collocata in un ambiente ricco di microbi, come ad esempio una discarica o un compost. Un prodotto dal grande futuro (viste anche le nuove leggi), che piace ai consumatori poiché oltre ad essere conveniente, allo stesso tempo comporta sicurezza per il futuro dei figli, e trattandosi di

un prodotto biodegradabile ai produttori perché possono realizzare prodotti che con o senza l’aggiunta di additivo presentano le stesse proprietà fisiche e resistenza alla trazione; in alcuni casi le prestazioni dei loro prodotti migliorano senza modificare le materie prime, né i processi di fabbricazione.



La differenza sta nello smaltimento data la biodegradabilità dei prodotti infatti dopo che il prodotto ha completato la sua vita utile, può essere messo in una discarica o un impianto di compostaggio (a seconda del tipo di resina e di spessore). Lì, EcoPure inizia il suo lavoro. I Microbi permettono di abbattere quelle "sintetiche" catene di polimeri in monomeri organici. L'aggiunta di sostanze nutritive che invoglia i microbi a insediarsi dentro e intorno alla plastica determina la secrezione di acidi che rompono le lunghe molecole. Come qualsiasi altro materiale organico che è biodegradabile, la plastica crea sottoprodotti, la maggior parte delle quali sono utili, tra cui humus (che può essere utilizzato come concime) e il metano (che può essere utilizzato come combustibile). Questo processo di biodegradazione può avvenire in condizioni aerobiche (in cui vi è l'ossigeno, come in un impianto di compostaggio) o in condizioni anaerobiche (in assenza di ossigeno, come in una discarica). Può avvenire con o senza la presenza di luce, calore, umidità.



A spiegarlo sono stati ieri (18 febbraio) all’Holiday Inn di Napoli al Centro Direzionale in un convegno di respiro nazionale sul tema della biodegradabilità quale soluzione ecocompatibile per il pianeta, l’ad della AT&Service (distributore autorizzato in Italia della tecnologia EcoPure) Vincenzo Chianese, l’assessore comunale all’ambiente Rino Nasti, che si è detto disponibile a far in modo che l’additivo sia usato anche dal punto di vista istituzionale.



“Napoli”, ha commentato l’assessore comunale all’ambiente Rino Nasti, “è stata la prima città del Meridione a dotarsi di una normativa per il biodegradabile, prima ancora che diventasse cogente su tutto il territorio nazionale, ed oggi stiamo affiancando le imprese locali nel loro percorso di conversione. In una realtà come la nostra, in cui quello dei rifiuti rappresenta un problema all’ordine del giorno, è importante che certe sigle di cui leggiamo sui giornali inizino ad apparire anche sulle etichette dei prodotti che troviamo, ad esempio, al supermercato”.

Vincenzo Chianese e Cesario Perfetto sono i due imprenditori appena quarantenni che hanno la concessione per la distribuzione in tutto il Sud Europa dell’EcoPure, dei veri e propri pionieri del biodegradabile. Il prodotto, che, oltre ad essere usato per le buste di plastica, sarà utilizzato per la fabbricazione giocattoli, oggetti monouso e contenitori per alimenti, è non nocivo ed atossico e ha avuto prima ancora di essere distribuito, l’approvazione dell’FDA (Food and Drug Administration).

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di Redazione
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