Provincia / Caserta

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Emergono scarti del settore edile e centinaia di copertoni

Rifiuti tossici, si continua a scavare nella terra di Gomorra

Dda ordina di proseguire ricerche, si attende esito analisi

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Rifiuti tossici, si continua a scavare nella terra di Gomorra
21/01/2014, 16:09

VILLA DI BRIANO – Le ruspe non si sono fermate nemmeno con il maltempo. Si continua, infatti, a scavare a ritmo serrato in quel di Villa di Briano, alla ricerca dei fusti tossici e radioattivi indicati da ben due pentiti del clan dei Casalesi, un tempo fedelissimi di Nicola Schiavone, primogenito del superboss Francesco, alias “Sandokan”. Sono sette giorni, oramai, che vanno avanti le operazioni di scavo ordinate dai pubblici ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli; operazioni condotte dai carabinieri della compagnia di Mondragone e del nucleo operativo ecologico, unitamente al personale del Corpo Forestale dello Stato. Sul posto anche i tecnici dell’Arpac, agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che hanno già eseguito una serie di prelievi sui liquami emersi a quindici metri di profondità, ben oltre la falda acquifera. E dalla quarta buca scavata nel terreno di via Kruscev, proprio al confine con il comune di Casal di Principe, ancora una volta, sono emersi soprattutto scarti dell’attività edile (amianto e cemento) e centinaia di copertoni. Gli interventi, in ogni caso, proseguiranno anche nei prossimi giorni; prova evidente che il pool antimafia ha giudicato degne di rilievo, e quindi attendibili, le indicazioni dei due pentiti che li hanno indirizzati proprio su quel terreno che, già in passato, era stato oggetto di scavi, poco profondi per la verità, che non avevano fatto venire alla luce alcunché. Un dato, dunque, appare incontrovertibile: se la Direzione Distrettuale Antimafia ha ordinato di andare avanti con le ricerche, trasformando quell’appezzamento di terreno in una vera e propria gruviera, pur di arrivare a trovare quello che cercano, vuol dire che devono avere più di un motivo fondato per insistere: e questo, naturalmente, non può lasciare tranquille le comunità della cosiddetta “terra di gomorra”.

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di Emilio di Cioccio
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