Provincia / Caserta

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Sul posto emersi livelli di contaminazione preoccupanti

Rifiuti tossici spacciati per concime, area sequestrata

Il terreno agricolo nelle disponibilità di un imprenditore

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Rifiuti tossici spacciati per concime, area sequestrata
29/10/2012, 11:10

TRENTOLA DUCENTA - Rifiuti tossici spacciati per concime in un terreno agricolo di Trentola Ducenta, nell’Agro-aversano. L’amara scoperta della Dda di Napoli ha portato ad un provvedimento di sequestro emesso dal gip del tribunale di Napoli ed eseguito questa mattina dalla Squadra Mobile di Caserta. Il fondo agricolo, trasformato in una vera e propria discarica di rifiuti industriali altamente tossici, provenienti soprattutto dal Nord Italia, era nelle disponibilità di Elio Roma, un imprenditore del settore rifiuti che, secondo i collaboratori di giustizia (tra questi Gaetano Vassallo, Emilio Di Caterino, Tammaro Diana, e Pasquale Di Giovanni) sarebbe vicino al clan dei Casalesi . Roma è indagato per i reati di attività di gestione di rifiuti non autorizzata, traffico illecito di rifiuti e disastro ambientale,  aggravati dal fine di agevolare il gruppo Bidognetti del clan dei Casalesi. I rifiuti tossici, che dovevano essere trattati nell’impianto di compostaggio gestito dalla società RFG, intestata al figlio di Roma, finivano, invece, direttamente nei terreni agricoli individuati anche grazie alla collaborazione con il clan dei Casalesi. I contadini, alcuni compiacenti, ricevevano in cambio del denaro. Ad altri, invece, ignari di quanto stava realmente accadendo, veniva riferito che si trattava di concimi e fertilizzanti. Sia su quello sequestrato che in quelli circostanti, gli accertamenti disposti dalla Procura Antimafia di Napoli nel corso delle indagini hanno evidenziato preoccupanti livelli di contaminazione da arsenico, cadmio, idrocarburi pesanti, stagno ed altre sostanze altamente nocive. L’area sequestrata oggi si aggiunge al terreno di circa 20 mila metri quadrati sequestrato nel maggio scorso a Lusciano dalla Squadra Mobile. Un fondo di proprietà di Nicola Mariniello indagato per gli stessi reati dell’imprenditore Roma. Le indagini hanno confermato l’esistenza di un ‘cartello’ di aziende del settore smaltimento rifiuti che tra gli anni '90 e sino ai primi anni del 2000 si erano imposte sul mercato proprio grazie alle modalità illecite di smaltimento in grado di garantire l'abbattimento dei costi di esercizio e, quindi, di praticare prezzi decisamente concorrenziali rispetto a quelli praticati da imprenditori che agivano nel rispetto della legge.

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di Daniela Volpecina
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