Provincia / Caserta

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Nuovi scavi alla ricerca di scorie tossiche e radioattive

Rifiuti, Villa di Briano: ruspe dello Stato ancora in azione

Sul posto carabinieri, corpo forestale e tecnici dell’Arpac

Rifiuti, Villa di Briano: ruspe dello Stato ancora in azione
20/02/2014, 13:59

VILLA DI BRIANO - Si continua a scavare nelle “terre di gomorra”. Più precisamente a Villa di Briano, comune al confine con Casal di Principe. L’area interessata è situata a pochi passi dalla superstrada statale Nola-Villa Literno; un’area dove, stando ai pentiti Francesco Della Corte e Roberto Vargas, sono stati sversati rifiuti di natura tossica e, addirittura, radioattiva. Al lavoro i carabinieri del Norm di Mondragone, agli ordini del tenente Ivan Mastromanno, ed il personale del Corpo Forestale dello Stato, unitamente ai tecnici dell’Arpac e dell’Asl di Caserta. A coordinare le indagini i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che, già lo scorso mese di gennaio, ordinarono una serie di scavi - in quattro punti diversi - convinti, data l’attendibilità dei due pentiti del clan dei Casalesi, di poter dimostrare che quel territorio, per il passato, è stato oggetto di un traffico illecito di rifiuti provenienti, per lo più, da industrie del Nord. Scavi che ebbero inizio lo scorso 13 gennaio e proseguirono, ininterrottamente, per dieci giorni; in quella circostanza vennero alla luce alcuni bidoni di oli esausti, scarti di attività edili (come amianto, ferro e cemento), pneumatici e la carcassa di un’autovettura. Al tempo stesso, contenitori con tracce di sostanze chimiche, della capacità di circa 20 litri, emersero al livello della falda acquifera, posto tra i 10 ed i 12 metri. I pm della Dda, Giovanni Conzo e Luigi Landolfi, stavolta, hanno ordinato alle ruspe di andare ben oltre la falda acquifera e di effettuare nuovi prelievi (di terreno e di acqua) in altri punti del fondo agricolo di via Kruscev che saranno oggetto, nei prossimi giorni, di analisi da parte dell’Arpac. “Gli scavi – fa sapere il tenente Mastromanno, in contatto costante con i pm della Dda – proseguiranno anche nella giornata di domani”. E in queste ore, sebbene vi sia il massimo riserbo al riguardo, trapela qualche indiscrezione su ciò che sta venendo alla luce: rifiuti solidi urbani, ulteriori scarti del settore edile e altri bidoni, oramai corrosi, che potevano contenere, probabilmente, solventi industriali.  

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di Emilio di Cioccio
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