Provincia / Caserta

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Astensione da tutte le udienze fino al prossimo 9 ottobre

Riforma geografia giudiziaria, avvocati incrociano le braccia

Preoccupati per ridimensionamento del Foro sammaritano

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Riforma geografia giudiziaria, avvocati incrociano le braccia
02/10/2013, 11:33

SANTA MARIA CAPUA VETERE - La riforma della geografia giudiziaria, che, limitatamente alla provincia di Caserta, ha portato altresì all’istituzione del Tribunale di Napoli Nord, non convince più di tanto gli avvocati del Foro sammaritano che, come deliberato dal Consiglio dell’Ordine, fino al prossimo 9 ottobre si asterranno da tutte le udienze. Nove giorni di sciopero, a partire da ieri, per ribadire la propria contrarietà all’istituzione del Tribunale di Napoli Nord, che ha sede ad Aversa ed è operativo dal 13 settembre scorso, ma, soprattutto, per protestare contro il ridimensionamento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che, da sempre, è stato uno dei primi Tribunali d’Italia. A preoccupare maggiormente gli avvocati, poi, la decisione di chiudere definitivamente, entro la fine di dicembre di quest’anno, le sedi distaccate di Piedimonte Matese, Carinola e Marcianise e di salvaguardare la sola sede di Caserta, inaugurata qualche anno fa, sempre secondo la riforma della geografia giudiziaria, fino al 13 settembre del 2018. Un’assurdità visto che la struttura, costruita ad hoc, è assolutamente nuova e perfettamente funzionante vista anche la centralità. Ed è proprio su questo aspetto che gli avvocati del Foro sammaritani non intendono demordere: “Il programma proposto - spiegano nelle ragioni dell’astensione - contrasta nettamente con il principio generale di economicità e buona amministrazione, poiché sarebbe stato molto più facile chiedere che si continuassero ad utilizzare le sezioni distaccate, dal momento che le strutture sono tutte di proprietà dello Stato”. Dunque un provvedimento, quello del riordino delle sedi giudiziarie, che secondo gli avvocati sammaritani provocherà “certamente riflessi negativi sull’attività difensiva e sulle aspettative di giustizia dei cittadini”.

 

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di Emilio di Cioccio
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