Provincia / Caserta

Commenta Stampa

Il finanziamento legato ad un progetto nazionale

Rifugiati in presidio per rivendicare i fondi del Ministero

D'Amico:il Comune deve versare agli immigrati 65mln di euro

.

Rifugiati in presidio per rivendicare i fondi del Ministero
08/11/2012, 14:16

CASERTA - ‘Restituiteci i nostri soldi’, è il grido di allarme che arriva dai richiedenti asilo e dai rifugiati beneficiari di un progetto di assistenza e integrazione del Ministero dell’Interno. Si tratta in parte di un cofinanziamento del valore di 15 mila euro erogato dallo Stato al Comune e destinato al vitto e all’alloggio degli immigrati e in parte di una quota, del valore di 50 mila euro, che stando a quanto previsto dal progetto, avrebbe dovuto essere in capo all’amministrazione comunale. Fondi che gli immigrati sostengono di non aver mai ricevuto. Da qui il sit-in di questa mattina sotto i porticati del Palazzo di Città e il corteo nelle strade della città, accompagnati dai volontari del Centro sociale ex Canapificio (Ente gestore del progetto) per chiedere chiarezza. ‘Il Comune di Caserta – spiega Imma D’Amico del centro sociale -  dal 2007 è partner di questo progetto di cui è capofila la Provincia. Mentre da novembre 2009 a giugno 2010 è stato anche capofila del Progetto “l’Arca di Acc.R.A.”  destinato alle vittime di violenza  di tortura e/o trauma migratorio e post-migratorio approvato dall’ANCI con fondi dell’8 per mille Irpef. Da quel momento si è pensato di riuscire finalmente ad offrire al territorio della un reale primo servizio di accoglienza integrata a Richiedenti Asilo e Rifugiati anche se minimo rispetto al bisogno del territorio ed alle richieste che ci pervenivano. Purtroppo a causa di mancanza di altri fondi abbiamo avuto di volta in volta mille difficoltà finanziarie per portare avanti il progetto. Costretti di volta in volta a ritardare i servizi sempre a causa dei ritardi con cui gli enti di Comune di Caserta, provincia e Ministero effettuavano i trasferimenti dei fondi.In particolare il Comune di Caserta ha sempre ritardato notevolmente il trasferimento della propria quota di cofinanziamento costringendoci o a ritardare l'erogazione dei servizi a favore dei beneficiari o ad anticipare somme spesso chiedendo anticipi ai soci dell'associazione. Tali problemi sono precipitati quando il Comune di Caserta non ha più erogato il saldo finale del progetto “L'Arca di Accra” pari ad €. 30.000,00 così come pure una parte del cofinanziamento del progetto “Acc.R.A.” per l’anno 2010 pari ad  € 15.000,00 costringendoci ad anticipazioni notevoli. Purtroppo tale comportamento inadempiente è continuato, ad oggi il Comune di Caserta non ha erogato la quota di cofinanziamento prevista per l’anno 2011 pari ad €. 20.000,00 costringendoci ad anticipare tale importo solo grazie a prestiti che i soci, amici, partenti ed altri hanno effettuato nei confronti dell'associazione! Quindi il comune di Caserta è debitore di ben € 65.000,00 nei confronti dell’associazione ma soprattutto dei richiedenti asilo e rifugiati’. La situazione è precipitata con la dichiarazione di dissesto che ha costretto il centro sociale a iscriversi nella massa passiva e al tempo stesso a presentare un decreto ingiuntivo, accolto lo scorso mese di luglio, dal giudice. Un decreto al quale il Comune si è opposto presentando un ricorso che sarà discusso al tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel gennaio del 2013. Sul caso, almeno per il momento, il Comune preferisce non pronunciarsi ma da fonti vicine all’amministrazione pare che il sindaco abbia chiesto di incontrare con urgenza i tecnici per fare luce sulla vicenda.


AGGIORNAMENTO ORE 15,15

Una delegazione del centro sociale ex Canapificio ha incontrato il dirigente comunale delle Politiche sociali, Gianmaria Piscitelli e ha raggiunto un accordo sull’erogazione dei fondi. La quota Anci, pari a circa 25mila euro, verrà corrisposta entro 15 giorni. Inoltre l’amministrazione comunale si è impegnata a ritirare l’opposizione nei confronti del decreto ingiuntivo e a far rientrare nella massa passiva le due quote da 40mila euro relative alle annualità 2010 e 2011.

Commenta Stampa
di Daniela Volpecina
Riproduzione riservata ©