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Attesi sul porto dalle famiglie: sbarcati alle ore 23,25

Ritornano a casa i marittimi della Rosalia D'Amato


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Ritornano a casa i marittimi della Rosalia D'Amato
05/12/2011, 09:12

Lacrime, applausi e fuochi d’artificio. Così il popolo di Procida si è stretto attorno alle famiglie di Gennaro Odolado e Vincenzo Ambrosino accogliendo con straordinario calore umano i due marittimi procidani tenuti ostaggio per sette lunghi mesi dai pirati somali sulla nave “Rosalia D’Amato”. Sono sbarcati sul porto dell’isola di Graziella alle ore 23,25 dove ad attenderli, nonostante l’ora tarda, il vento e la pioggia, c’erano migliaia di cittadini che a lungo hanno battuto le mani a Vincenzo e Gennaro con un applauso liberatorio in cui hanno scaricato la tensione accumulata in tutti questi mesi di angoscia e di paura. Come era facilmente e comprensibilmente prevedibile, sono state pochissime le parole pronunciate dai marittimi appena liberati. Il Terzo Ufficiale di Coperta Gennaro Odoaldo, nel mentre veniva abbracciato dai suoi compaesani, ha sintetizzato il dramma vissuto in Somalia sottolineato che la loro “è stata una brutta avventura”. L’allievo Ufficiale di Macchina Vincenzo Ambrosino ha confermato che si è trattato si sette mesi duri anche se sono riusciti ad instaurare un certo dialogo con i pirati che li tenevano prigionieri. Il Sindaco Vincenzo Capezzuto ha voluto sottolineare, tra l’altro, il forte legame di Procida con il mare dichiarando che gli isolani sono maturi per affrontate la questione dei sequestri che si verificano in Somalia. L’abbraccio collettivo del popolo di Procida ai suoi figli è stato a dir poco commovente e oltre alla felicità per la liberazione di Gennaro e Vincenzo, c’è forte preoccupazione ma al tempo stesso speranza per gli altri due marittimi procidani ancora prigionieri sulla nave “Savina Caylyn”, Il Comandante Giuseppe Lubrano Lavadera e il Secondo Ufficiale di Coperta Enzo Guardascione di cui si attende la liberazione.

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di Gennaro Savio
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