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Salerno. Ecco Rinascita Popolare, non solo voglia di nuova DC


Salerno. Ecco Rinascita Popolare, non solo voglia di nuova DC
01/02/2012, 17:02

Il 6 maggio proviamo da qualche parte a eleggere un sindaco con il clergyman e la tonaca. La provocazione di Publio Fiori, uno che si è messo in  testa di rifare la Dc ma ripartendo da Sturzo e Dossetti, ha increspato le acque della politica anche salernitana. Ed ha dato mandato all'olevanese Giuseppe Carbone di mettere su l'organizzazione del gruppo salernitano. “Il bricolage culturale è una caratterista della contemporaneità, in un cui tutto va a braccetto con tutto. Procediamo per ossimori e non ci scandalizziamo di niente, figuriamoci delle incongruenze intellettuali…”. E’ una dichiarazione dello scrittore meridionalista Franco Arminio che ben si adatta a commentare ciò che è avvenuto domenica 22 gennaio 2012, ore 11.00,presso il Novotel Salerno, alla presentazione della sezione salernitana di Rinascita Popolare. In sala seduti ad ascoltare con interesse c’erano uomini della vecchia dc e un protagonista delle lotte dei contadini degli anni Settanta a Persano come Gerardo Cornetta, il medico che in gioventù è stato militante radicale insieme con coloro che seguendo Fiori ruppero con la deriva laicista di Gianfranco Fini. Dopo l’intervento di apertura di Giuseppe Carbone, l’uomo che il leader nazionale del movimento, ha voluto alla testa del gruppo nella nostra provincia, è il commercialista di Olevano Arturo Denza a tenere la scena per più tempo e dare la carica al nuovo movimento politico che si affaccia anche sulle scene del salernitano. Si occupa di tutto, Denza. Seguono le considerazioni di Cornetta e di Tommaso Battaglini. L’economia, la società e la famiglia. Le nuove regole da mettere al centro del nuovo patto sociale. “Nelle società partecipate dai comuni si scelgano finalmente i competenti”, è la sua richiesta. La nuova compagine politica, d’ispirazione cristiana, capeggiata da Publio Fiori, che si prefigge l’arduo compito di rappresentare politicamente le istanze dei cattolici moderati ispirandosi ai valori del popolarismo di Don Luigi Sturzo per affermare in modo deciso il RISVEGLIO DEL CATTOLICESIMO POLITICO e attuarne concretamente i principi teorici fondamentali. Ma nel frattempo non si perde in chiacchiere. Ed ecco Fiori presentare un esposto alla Corte dei Conti per impedire la cessione gratuita frequenze televisione o l’idea di presentare alle prossime amministrative delle liste civiche di area cattolica direttamente guidate dai sacerdoti. Preti in lista, una proposta – choc, ecco perché: «La sempre più evidente crisi morale, sociale e politica del Paese e la caduta di credibilità degli attuali partiti e dei loro capi, obbliga i cattolici a un impegno autonomo a difesa dei valori della nostra tradizione con la creazione di liste civiche in tutti i Comuni dove si voterà», spiega Fiori. Per scegliere tra i clergyman da inserire si pensa alle primarie. I modelli imitati dalla Federazione? I «grandi classici», da Sturzo a Dossetti. «Auspichiamo di vedere candidati sacerdoti che intendano testimoniare come “la politica può essere una delle forme più esigenti della carità”». Insomma c’è la necessità di rimescolare le carte ed ecco Rinascita Popolare a proporsi  da nuovo fulcro organizzativo dei cattolici inquieti… e non solo!

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di Redazione
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