Provincia / Salerno

Commenta Stampa

Salerno: la guardia di finanza arresta due funzionari della provincia


Salerno: la guardia di finanza arresta due funzionari della provincia
01/03/2012, 11:03

Il Nucleo PT della Guardia di Finanza di Salerno ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno su richiesta di questa Procura della Repubblica nei confronti di 5 soggetti per l’ipotesi di reato di peculato aggravato e continuato.
Tra di essi figurano 2 pubblici ufficiali tuttora in servizio presso l’ente provincia e nr. 03 soggetti privati beneficiari delle erogazioni di denaro pubblico. Sono state eseguite, inoltre, perquisizioni a carico dei 21 indagati (nr. 8 pp.uu. attualmente in servizio presso l’ente - tra cui due dirigenti -, nr. 5 dipendenti della Provincia attualmente in pensione e nr. 8 soggetti privati) sia presso i domicili privati che presso gli uffici della Provincia.
In particolare, le complesse ed articolate indagini delegate da questa Procura hanno consentito di acquisire un solido quadro probatorio in ordine all’esistenza di un meccanismo criminoso finalizzato all’appropriazione di denaro pubblico dalle casse dell’ente provinciale di Salerno.
Più nel dettaglio, le attività investigative hanno evidenziato che la condotta tenuta da dirigenti del Settore Presidenza e del Settore Finanziario dell’ente ha consentito l’erogazione, negli anni dal 2005 al 2009 di contributi a fondo perduto, allo stato quantificati in circa un milione di euro, in favore di privati e di O.N.L.U.S., per pseudo progetti ed iniziative, in realtà mai avvenuti.
Le risultanze dell’attività investigativa possono essere così sintetizzate:
- sono state disposte erogazioni in favore di associazioni ONLUS inesistenti (sprovviste di partita IVA) ovvero di associazioni di fatto inoperanti e create ad hoc per percepire contributi pubblici. Peraltro, le associazioni beneficiarie della gran parte dei contributi erogati sono risultate collegate, anche attraverso vincoli di parentela, a pubblici ufficiali in servizio presso l’ente provinciale di Salerno;
- le iniziative finanziate risultano non essere mai state realizzate, ovvero realizzate in minima parte;
- nel corso delle indagini non è stata rinvenuta la gran parte degli atti pubblici prodotti per l’erogazione dei contributi, né la documentazione giustificativa delle spese sostenute per la realizzazione delle iniziative finanziate dall’ente;
- sono state riscontrate gravi e reiterate violazioni alle norme poste a presidio della spesa pubblica e alle procedure contabili, tra cui l’utilizzo di impegni di spesa fittizi e/o perenti, di capitolo di bilancio assegnati ad altri settori dell’ente e stanziati per spese di tutt’altra natura.
In estrema sintesi, la procedura contabile adottata dai funzionari del Settore finanziario dell’ente, ha consentito di “rastrellare” risorse pubbliche, poi erogate illecitamente in favore degli indagati: infatti, si è attinto sistematicamente a capitoli di bilancio non di pertinenza della Settore Presidenza, bensì, nella disponibilità di altri settori dell’ente e destinati a finanziare spese di altra natura.
I soggetti destinatari della misura cautelare sono:
-ALIBERTI Vittorio: all’epoca dei fatti Funzionario del Settore Staff della Presidenza dell’ente (attualmente addetto al Settore assistenza al Consiglio e Relazione Istituzionali). Consigliere in carica al Comune di Bracigliano (SA);
-MUSUMECI Giovanna: Funzionario del Settore Finanziario dell’Ente, nella sua qualità di Responsabile contabile del Servizio Presidenza;
-BISOGNO Mario: dipendente di “Poste Italiane s.p.a.”, nonché ex coniuge della MUSUMECI Giovanna;
-DE LEO Pamela: quale rappresentante della O.N.L.U.S. Associazione Arcobaleno, di fatto inesistente;
-PRIMAVERILE Sabina: quale rappresentante legale della O.N.L.U.S. Centro Studi Universitari e della società Consulenza Globale di Primaverile Sabina.
Contestualmente, con apposito decreto di sequestro preventivo emesso da questa Procura a carico dei 21 indagati, è stato disposto il sequestro di un ammontare di denaro corrispondente al profitto del reato, quantificato, allo stato, in euro un milione circa, nonché eseguito il sequestro - ex art. 12 sexies D.L. 306/1992 - dell’intero patrimonio di uno dei soggetti destinatari della misura restrittiva, essendo emersa una consistente sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio accumulato.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©