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Fischi per l’assessore Fasolino

Salerno, tensioni al corteo. Cerimonia sospesa


Salerno, tensioni al corteo. Cerimonia sospesa
25/04/2012, 20:04

SALERNO – Momenti di tensione stamani in Piazza Vittorio Veneto a Salerno durante la cerimonia di commemorazione del 25 aprile. Una cinquantina di persone hanno contestato duramente il rappresentate della Provincia di Salerno, l'assessore alle Grandi Opere Antonio Fasolino (Pdl). Quando Fasolino stava per prendere la parola la contestazione è diventata più aspra tanto che l'assessore è stato costretto a rinunciare al proprio intervento, sepolto dai fischi e dalle urla dei manifestanti che hanno intonato il canto partigiano ‘Bella Ciao’, e mostrato anche uno striscione con scritto: “I partigiani sono morti per la libertà…, Cirielli lo nega, dimettiti”. Il riferimento è alle dichiarazioni sul 25 aprile del presidente della Provincia, Edmondo Cirielli, che è anche alla guida della commissione Difesa della Camera. Tra l'altro, Cirielli - in un manifesto fatto pubblicare anche da alcuni giornali - ha affermato che oggi deve essere celebrata “la vittoria della democrazia” contro il nazifascismo, ma senza dimenticare “i limiti e le ombre del movimento partigiano”, rivolgendo un pensiero anche alle vittime della Repubblica di Salò ed a quelle delle Foibe. A causa della tensione la polizia ha dovuto formare un cordone di sicurezza a tutela del rappresentante dell'Ente Provincia. Nella piazza antistante la stazione ferroviaria del capoluogo sin da stamani si erano radunati numerosi iscritti alla Cgil, all'Usb, rappresentanti dei Giovani Democratici, Sel e Rifondazione Comunista e anche una scolaresca, che per motivi precauzionali, quando è esplosa la contestazione è stata fatta allontanare.
Duro il commento del segretario generale campano della Cgil, Franco Tavella: “Le tensioni che hanno caratterizzato la celebrazione del 25 aprile a Salerno sono purtroppo la conseguenza di una vergognosa campagna di provocazione che il presidente della Provincia scientificamente mette in campo ogni anno in occasione della Festa della Liberazione”. Secondo Tavella, alle contestazioni “le forze dell'ordine hanno tentato di rispondere con durezza”.
Stamane si sono avuti anche contatti tra manifestanti e polizia; dopo la contestazione all'assessore Fasolino, tant’è che quando gli agenti hanno formato un cordone di sicurezza attorno al rappresentante della Provincia ne è nata una calca con spintoni per allontanare i manifestanti. La calma è tornata dopo pochi minuti con la decisione di interrompere la cerimonia. Non si sono segnalati feriti o fermati. Dopo il rappresentante della Provincia, avrebbero dovuto prendere la parola esponenti del mondo sindacale e una anziana partigiana.
AGGIORNAMENTI:
“Quanto accaduto in Piazza Vittorio Veneto a Salerno, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, è una vergogna, oltre che un’offesa a quanti hanno lottato e sono caduti per la riconquista della libertà del popolo italiano ed il ripristino dei valori della democrazia”
Lo dichiara il presidente della Provincia di Salerno, on. Edmondo Cirielli. “Si tratta di un episodio inqualificabile – spiega – che testimonia come ancora nel nostro Paese vi siano componenti politiche intolleranti ed antidemocratiche che tuttora impediscono di festeggiare la Liberazione, patrimonio storico e politico dell’intera Nazione, in modo condiviso.
Tant’è che la loro anacronistica furia ideologica ha impedito all’assessore provinciale, Antonio Fasolino, socialista riformista, sincero democratico e antifascista, di pronunciare la sua allocuzione in rappresentanza della Provincia di Salerno”.
“Ciò – continua Cirielli – dimostra la validità del nostro manifesto celebrativo, in cui vengono esaltati i valori della libertà e della democrazia e condannato in maniera netta il nazifascismo, ma dove viene affermata la convinzione, come ha scritto il Presidente della Repubblica, che ‘non ci si debba chiudere in rappresentazioni idilliache e mitiche della Resistenza, in particolare del movimento partigiano, come non se ne debbano tacere i limiti e le ombre’. È un fatto che i comunisti non si battevano per la libertà e la democrazia, ma per l’instaurazione di una dittatura sovietica”.
“D’altra parte - prosegue Cirielli - come ha scritto Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera di oggi la Resistenza fu fatta da uomini e gli uomini commettono errori, talvolta crimini; ha avuto le sue pagine nere e per troppo tempo se ne è parlato troppo poco”.
“Ad ogni modo – conclude il Presidente – devo con rammarico constatare come non solo da parte della CGIL, ma anche dal Pd non ci sia una presa di distanza chiara ed inequivocabile da queste forme di estrema intolleranza e faziosità, nonché di una lettura più equilibrata e compiuta, oltre che obiettiva, di quel processo storico che ha portato alla liberazione dell’Italia”.

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di Erika Noschese
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