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San Giorgio a Cremano, gli allievi dell'ITI Medi incontrato il magistrato Raffaele Cantone


San Giorgio a Cremano, gli allievi dell'ITI Medi incontrato il magistrato Raffaele Cantone
24/03/2011, 13:03

San Giorgio a Cremano, 24 marzo 2011 - Lunedì 28 marzo alle 10, presso l’ITI Enrico Medi di via Buongiovanni, il magistrato Raffaele Cantone sarà ospite dell’Amministrazione Comunale per un incontro gli studenti, che discuteranno con lui del suo libro “Solo per giustizia”. I ragazzi interloquiranno con l'autore leggendo ad alta voce dei brevi brani del libro, davanti anche ai propri compagni di scuola, ponendogli delle domande. A salutare Cantone saranno il sindaco Mimmo Giorgiano e la dirigente scolastica Annunziata Muto.

L’iniziativa rientra in un percorso più ampio, che mira a favorire la conoscenza della legalità attraverso un percorso fatto di libri e testimonianze. È questo l’obiettivo di “Letture di legalità”, progetto dall’assessorato alle Politiche Giovanili guidato da Luigi Velotta e rivolto agli studenti sangiorgesi che frequentano l’ultimo anno della scuola superiore. Ogni classe che partecipa al laboratorio diventa un gruppo di studio: i ragazzi, guidati da un docente, analizzano un libro per comprenderne il significato e imparare a leggerlo ad alta voce. Alla fine del percorso, i partecipanti incontrano l’autore del testo studiato. Nei prossimi mesi i ragazzi incontreranno gli autori di altri due libri che stanno leggendo: i giornalisti e scrittori Raffaele Sardo, autore di “Al di là della notte. Storie di vittime innocenti di criminalità” e Bruno De Stefano, autore di “101 storie di camorra”.

In “Solo per giustizia”, il racconto del giudice Cantone prende avvio dal suo ultimo giorno alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli: ripercorrendo la sua esperienza, Cantone mostra in che modo un bravo studente di giurisprudenza che voleva addirittura fare l'avvocato sia finito per diventare il nemico numero uno dei boss di Mondragone e Casal di Principe, più di una volta minacciato di morte e da anni costretto a vivere sotto scorta insieme ai familiari. Un'evoluzione che non nasce da una sorta di vocazione missionaria, ma prende forma attraverso un percorso graduale e, talvolta, persino casuale, dove però rimane sempre salda la sua originaria passione per il diritto.

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di Redazione
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