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Il Ministero degli esteri si pronuncia sulla questione

Savina Caylyn, la risposta all'interrogazione parlamentare


Savina Caylyn, la risposta all'interrogazione parlamentare
17/11/2011, 09:11

Nel mentre continua il terribile calvario dei nostri marittimi sequestrati da mesi nel Corno d'Africa a bordo della nave “Savina Caylyn”, seppur con estremo ritardo e pochi giorni prima di cadere, il Governo Berlusconi lo scorso 27 ottobre si è finalmente degnato di rispondere all’Interrogazione parlamentare presentata dall’Onorevole Elisabetta Zamparutti nel corso della seduta del lontano 6 settembre 2011 e promossa attraverso i nostri servizi giornalistici realizzati in merito. “La sorte degli ostaggi della Savina Caylyn e della Rosalia D’Amato, si legge nel comunicato del Ministero degli Esteri, costituisce una preoccupazione costante del governo italiano sin dalle prime ore dei due sequestri. Abbiamo subito avviato un’azione ad amplissimo raggio per restituire gli 11 italiani e i 32 stranieri a bordo delle due navi alle loro famiglie. La primaria preoccupazione del governo è stata quella di evitare di mettere a repentaglio la loro vita. L’azione di forza per liberare gli ostaggi è stata per altro esclusa, con il consenso delle famiglie, perché rischierebbe di avere un costo in vite umane insostenibili”. Dopo aver elencato vari passaggi di ciò che si è fatto in merito, la nota della Farnesina prosegue così: “A fine settembre il Ministro Frattini ha ulteriormente alzato il livello della nostra azione promuovendo presso le Nazioni Unite a New York una riunione sulla Somalia dove sono state decise importanti azioni sulla pirateria. Particolarmente significativo inoltre l’incontro che il Ministro Frattini ha avuto, sempre a New York, con il Premier somalo il quale ha assicurato che favorirà l’apertura di un canale di dialogo con i rapitori e non risparmierà alcuno sforzo per ottenere la liberazione degli ostaggi. Ed è proprio a partire da questo importante impegno del Primo Ministro somalo che il Governo sta continuando a sviluppare la sua energica azione diplomatica e d’intelligence. Un’azione che il Governo continuerà ad esercitare con la necessaria discrezione, sempre nell’interesse dell’incolumità dei marittimi sequestrati ed in vista di una loro pronta liberazione”. Sin qui le frasi più significative della risposta data da Vincenzo Scotti all’Onorevole Zamparutti e che in un certo senso potrebbero stare alla base del moderato ottimismo che in questi giorni sembra farsi largo attorno a questa triste ed assurda vicenda. Intanto la Deputata Elisabetta Zamparutti fa sapere che in Parlamento con l’insediamento del nuovo Governo continuerà il suo impegno affinché si faccia di tutto per ottenere l’immediata liberazione degli ostaggi. Sebbene si tratti di cose già dette nelle settimane scorse, ritengo che sia importante il contenuto della missiva del Sottosegretario uscente Vincenzo Scotti anche perché rappresenta una delle pochissime note ufficiali diramate dal Governo italiano sul sequestro delle navi “Savina Caylyn” e “Rosalia D’Amato” sul cui dramma che colpisce i nostri marittimi sin dal primo momento si è calata un’assurda e controproducente coltre di silenzio. La cosa più interessante è quella che il Premier somalo ha assicurato che avrebbe favorito l’apertura di un canale di dialogo con i rapitori e che non avrebbe risparmiato alcuno sforzo per ottenere la liberazione degli ostaggi. Ora il problema è quello di capire se e come questo canale sia stato aperto e, soprattutto, se abbia dato i frutti sperati che al momento non si vedono se è vero come è vero che i nostri ragazzi sono ancora tenuti prigionieri sulle navi sequestrate. Pensiamo che sia giunto il momento che il Ministero degli Esteri ci faccia sapere come stanno realmente le cose e, soprattutto, si adoperi affinché i rapiti possano far presto ritorno a casa perché è a dir poco vergognoso che degli umili e onesti lavoratori italiani debbano restare per così tanto tempo nelle mani dei pirati somali con tutte le drammatiche conseguenze fisiche e psichiche che questo potrebbe comportare. Noi, nel nostro piccolo e per quanto ci sarà possibile, continueremo a dare il nostro contributo affinchè chi di dovere intervenga finalmente in maniera risolutiva. Bisogna sottolineare con forza che l’impegno del Governo venuto fuori dalla lettera di Scotti non è stato certamente il frutto della volontà politica dell’ex Premier Brlusconi e della sua ex maggioranza di governo ma solo il risultato prodotto dalla preziosa protesta popolare partita dall’isola di Procida ed estesasi in tutte le città italiane con propri concittadini coinvolti nel sequestro delle navi nel Corno D’Africa e culminata con la grande manifestazione tenutasi a Roma in piazza Montecitorio. E’ vero che nell’aria da qualche giorno intorno alla vicenda si è creato un clima di ottimismo, specialmente dopo che il dramma del sequestro grazie all’impegno del collega Gaetano Baldi è stato mostrato in diretta nazionale su Rai Tre nel corso della trasmissione “Chi L’ha Visto”, ma noi riusciremo ad essere ottimisti solo nel momento in cui vedremo liberi i nostri connazionali. Infine ci corre l’obbligo di ringraziare l’Onorevole Elisabetta Zamparutti, prima firmataria dell’Interrogazione Parlamentare presentata assieme ai suoi colleghi radicali, per aver ancora una volta dimostrato la giusta sensibilità verso un dramma che da mesi ha gettato nello sconforto tante famiglie italiane.

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di Redazione
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