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Ennesima trovata pubblicitaria o interesse vero?

Scampia: i politici scendono in campo per la riqualificazione


Scampia: i politici scendono in campo per la riqualificazione
25/08/2010, 15:08

“Un piano di risanamento edilizio delle periferie e’ assolutamente indispensabile. Interi quartieri della citta’ di Napoli sono da tempo segnati dall’anarchia e dal degrado, perche’ si e’concentrato il disagio sociale in un solo posto e alla fine e’prevalsa la separazione e la ghettizzazione. Bisogna abbattere questi luoghi della vergogna in cui la dignita’ umana perde ogni valore, interi quartieri che rappresentano un serbatoio di reclutamento per la criminalita’ organizzata e non” a dichiararlo e’ Giuseppe Russo, capogruppo Pd in Consiglio regionale. “Basta pero’ con l’edilizia pubblica come fin ora e’ stata concepita. Deve prevalere un nuovo modello: gli Enti locali non devono costruire alloggi – spiega Russo – ma facilitare e rendere possibile, anche per chi non ha reddito, l’acquisto della casa facendo prevalere il principio di responsabilita’”.“Faccio un esempio: l’autocostruzione che e’ partita in alcuni comuni e che sta dando brillanti risultati, come a Villaricca (Na)” aggiunge il capogruppo Pd. “Inoltre, penso che in questa opera generale di bonifica delle periferie vadano individuati, come ha giustamente rilevato l’assessore Trombetti , anche luoghi, come l’Universita’ a Scampia – continua – che promuovano e facilitino un processo di riqualificazione sociale”. “Pertanto, perche’ non pensare anche a duecento borse di studio per i migliori laureati campani in architettura, ingegneria, geologia e sociologia per definire un quadro d’indirizzi e di obiettivi su cui concentrare le iniziative degli enti locali” conclude Russo.

«Prendo atto della nota dell’associazione “Campania in Movimento”, relativa al dibattito che si è aperto con le dichiarazioni del Sindaco Alemanno sull’ipotesi di demolire quei quartieri degradati come quello romano di Tor Bella Monaca o di Scampia a Napoli, e non posso che essere d’accordo con quanti sostengono la necessità di abbattere i palazzi fatiscenti e gli orribili casermoni che hanno deturpato la nostra realtà urbanistica e di fatto contribuito ad alimentare il degrado morale, civile e sociale del territorio.
È comprensibile che quanti come la onlus “Campania in Movimento” operano da tempo sul territorio e rappresentano tanti cittadini onesti non sopportino più il dover continuare ad ascoltare slogan inutili ed è per questo che sarebbe l’ora di far parlare le azioni concrete più che le solite chiacchiere. In qualità di consigliere comunale a Napoli, inoltre, reputo assolutamente indispensabile, per il vero rilancio di realtà come Scampia, che oltre a demolire realtà come le Vele si proceda a rimuovere i progettisti che le hanno volute. Mi riferisco in particolare a quei funzionari del Comune che sono ancora al proprio posto sebbene abbiano contribuito a costruire quartieri-ghetto, autentici scempi urbanistici che hanno diffuso nel mondo un immagine pessima della nostra città, oltre che ad aver alimentato un degrado urbano senza precedenti.
Ogni azione di riscatto urbanistico ed edilizio non può prescindere dalla rimozione dei progettisti che in tutti quei anni di dibattiti sul degrado di Scampia non sono mai stati tirati in ballo sebbene abbiano pesanti responsabilità». 

“Sì alla new town di Scampia, ma senza ripetere gli errori del passato, perché non è semplicemente con una nuova conformazione urbanistica del quartiere che si può pensare di combattere il degrado sociale”. Lo ha detto il responsabile provinciale del Dipartimento pari opportunità de “La Destra”, Antonella Giglio. “Lo stato in cui versa attualmente la periferia partenopea rappresenta quanto di peggio la politica del centrosinistra a Napoli e in Campania sia riuscita a produrre in questi quindici anni”, ha aggiunto la Giglio. “Mancano servizi, mancano infrastrutture, manca tutto; ci sono aree della città, e non solo Scampia, ma anche Barra, San Giovanni a Teduccio, Ponticelli, Piscinola, Chiaiano, solo per citarne alcune, che sono state abbandonate dallo Stato e che vivono una inconcepibile condizione di extraterritorialità. Sono quartieri ostaggio della criminalità organizzata, che grazie al traffico di droga ha creato una vera e propria economia parallela che azzoppa e dissangua quella legale”. “A Scampia, sarebbe auspicabile un intervento deciso per la demolizione delle Vele e la ricostruzione dei rioni ghetto dove alligna ogni forma di piccola e grande devianza sociale, ma purtroppo tutto questo non basta. In quelle zone servono cinema, teatri, piscine, servono centri di aggregazione. Apprendo che la giunta Iervolino si è svegliata dal torpore in cui da mesi è caduta e applaude all’idea di ricostruire Scampia: bene, ma perché prima di impegnarsi in un’opera così mastodontica non ha pensato di pagare le bollette della palestra di Pino Maddaloni, che si trova proprio in quel quartiere? Perché non è intervenuta per soccorrere, con una spesa irrisoria, il campione che aiuta i giovani di strada a conoscere il valore dello sport in un territorio in mano alla camorra?”, si domanda la Giglio, che conclude: “La new town di Scampia può essere una soluzione, ma solo in un più ampio contesto di intervento sul tessuto sociale del quartiere”.

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di Redazione
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