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Intervista esclusiva al presidente dell’antiracket diPortici

Scorta revocata, anche Vigilante accusa le autorità


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Scorta revocata, anche Vigilante accusa le autorità
04/02/2010, 16:02

PORTICI – Le autorità non proteggono chi denuncia la camorra. L’allarme lanciato da Davide Imberbe, commerciante di Torre del Greco che, dopo aver denunciato i suoi strozzini, si è visto togliere la scorta, trova una clamorosa conferma nelle parole di un altro imprenditore-coraggio: Sergio Vigilante. “Chi ha la forza di denunciare fa il proprio dovere; chi deve proteggere coloro i quali collaborano per la giustizia, non lo fa”, questa l’accusa dura di Vigilante, oggi anche presidente dell’associazione antiracket del comune di Portici, in un’intervista esclusiva ai nostri microfoni. “Tengo però a precisare che la mia non è una polemica, ma una segnalazione. Non è possibile dimenticarsi di chi collabora con e per la giustizia della nostra città”.
Una polemica che si tinge di giallo, anche sullo strascico della denuncia fatta da Imberbe: “a cui – continua Vigilante - esprimo la mia piena solidarietà. Comunichiamo quasi ogni giorno, e ci sentiamo nella stessa situazione. Anche a me è stata sottratta la scorta, da circa tre mesi e senza comunicazione scritta. Mi fu promesso, a voce, che ci sarebbero stati dei sopralluoghi dei carabinieri, con carenza quasi giornaliera, per controllare che la situazione fosse sotto controllo. Da allora le forze dell’ordine le ho viste solo sei volte, per la durata di non più di un minuto. Se questa si può chiamare sicurezza…”
Le denunce di Sergio Vigilante nei confronti del clan Vollaro di Portici, scatenarono al tempo una bufera giudiziaria. Ancora oggi, però, i processi nei confronti di esponenti del clan non hanno avuto sentenza di primo grado. “Il che non fa che aggravare la decisione di non mettermi sotto scorta. Una protezione che ora mi sentirei anche di rifiutare. A me non interessa avere degli uomini ventiquattrore al giorno, basterebbe un controllo più ponderato, e non solo nei miei confronti. Oltre alle mie denunce  - precisa il presidente dell’antiracket porticese -, nell’ultimo anno sono numerosissime le segnalazioni fatte anche da parte della mia associazione alle forze dell’ordine per conto di altri commercianti dell’area vesuviana. Una lotta al racket che mi sento di portare avanti, anche se noto che le autorità non mi danno una mano”. L’assenza più grave, nei confronti di chi combatte il male dell’odierna società: la criminalità organizzata.

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di Salvatore Formisano
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