Provincia / Area Flegrea

Commenta Stampa

L'ex sindaco di Quarto è stato sfiduciato da 17 consiglieri

Secone: "E' stato un crimine politico dimettersi ora"

Venerdì si terrà un incontro pubblico con la cittadinanza

Secone: 'E' stato un crimine politico dimettersi ora'
07/02/2011, 16:02

QUARTO (NA) - «In un momento così delicato per Quarto e per i suoi 40mila abitanti che ancora non sanno con sicurezza se la discarica nelle cave Spinelli si farà o meno è stato davvero poco opportuno dimettersi. Mi auguro, adesso, che Quarto si ribelli a questi 17 soggetti che sedevano nel Consiglio comunale e per la quarta volta consecutiva in 10 anni hanno fatto sciogliere un’amministrazione comunale democraticamente eletta. Mi auguro non solo che gli elettori aprano gli occhi e non li votino più, ma che li caccino dal Consiglio comunale una volta per tutte, visto che con questo loro gesto di dimettersi hanno mostrato di avere poco a cuore i problemi di Quarto. Non c’era più una maggioranza ed io ho commesso molti errori, ma perché questa fretta nel dimettersi, lasciando Quarto senza una guida politica in un momento così delicato? Lo spieghino ai 40mila cittadini che ormai sono amareggiati e sempre più lontani dalla politica». E’ il durissimo commento di Sauro Secone, sindaco mandato a casa da 17 consiglieri comunali: Leonardo Apa (Pdl), Francesco Carputo (Pdl), Eugenio Iannicelli (Pdl), Antonio Carandente Perrecca (Pdl), Armando Chiaro (Pdl), Francesco Fernandez (Pdl), Andrea Micillo (Pdl), Antonio Contini (Gruppo misto), Pasquale Di Criscio (Italia dei Valori), Guglielmo Friscia (Udeur), Giovanni Amirante (Verdi) e gli ex consiglieri di maggioranza Leopoldo Carandente Tartaglia (Gruppo misto ex Pd ed ex presidente del Consiglio comunale), Gennaro Esposito (Pd ed ex capogruppo), Michele Di Falco (Udc), Nunzio Felaco (Udc), Giuseppe Esposito (Udc), Carlo Giaccio (Udc). Sauro Secone era stato eletto nel maggio del 2007 sindaco al primo turno con il 56,7 per cento dei consensi, a capo di una coalizione di centrosinistra composta da Ds, Margherita, Udeur, Verdi, Socialisti, Prc, Italia dei Valori. Secone ha avuto parole di fuoco per tutti quelli che stavano con lui in maggioranza. «Era chiaro che c’erano problemi politici in maggioranza, ma è stato un crimine politico dimettersi adesso e su questi motivi credo che vadano accesi i riflettori e fatta piena chiarezza da parte di tutti – ha detto in conferenza stampa questa mattina Sauro Secone – Si sono persi due mesi per approvare la Stazione Unica Appaltante per rendere quanto più trasparenti possibili gli atti relativi alle gare d’appalto pubbliche, ma noi abbiamo voluto proseguire su questa strada della chiarezza e della trasparenza, per evitare che nella testa della gente potesse sorgere anche il minimo dubbio o sospetto sulla nostra onestà. E ogni giorno, qualcuno di quei soggetti che poi si è dimesso, non mancava occasione di chiedermi di rivedere le cose, di approfondirle, di pensarsi sopra ulteriormente. Ma perché rimettere sempre tutto in discussione per far perdere tempo e impedire ai cittadini di ottenere le cose per la collettività? Le risposte mi sfuggono. Sarà anche un mio limite, ma francamente non capisco questa decisione di dimettersi ora. Avevo già anticipato che mi sarei dimesso io, ma un minuto dopo aver avuto ampie rassicurazioni sul no alla discarica. Siamo uno dei pochi Comuni che hanno portato avanti l’Ers per l’edilizia sociale e avremmo realizzato nuove case al posto della 219, ma adesso questi 17 soggetti hanno deciso di far saltare tutto, tra l’altro alle porte di una nuova crisi rifiuti>>. Secone non nasconde la grande amarezza anche per i comportamenti dei singoli firmatari, come Giovanni Amirante dei Verdi, Guglielmo Friscia dell’Udeur. «A mezzanotte del giorno prima delle dimissioni, ebbi una telefonata da Borrelli, segretario regionale dei Verdi, che mi passò Amirante – spiega Secone – Lui mi confermò che non avrebbe firmato con gli altri per dimettersi. Poi, invece, il giorno dopo è arrivata la pugnalata alle spalle mie e dei 40mila cittadini di Quarto. Ma perché non ha avuto il coraggio di dirlo prima? Devo ipotizzare che durante quella notte qualcosa sia cambiato e sia mutata la scena, visto che l’indomani mattina avevamo convocato una giunta che doveva discutere (come recitava l’ordine del giorno scritto e inviato a tutti gli assessori) di una delibera da adottare in materia di urbanistica. Venerdì mattina, durante la giunta, gli assessori dell’Udc ebbero una telefonata e poi, alle 12.30, vennero a protocollare le 17 firme di dimissioni. Noi abbiamo ripreso la giunta e votato comunque la delibera che blocca una concessione edilizia all’ordine del giorno». Nel pomeriggio, poi, arrivarono i carabinieri che presero visione degli atti, mentre sia sabato mattina che ieri mattina i militari dell’Arma sono tornati due volte presso la sede comunale di via Enrico De Nicola e presso l’Ufficio Tecnico comunale pare, su input della Procura della Repubblica di Napoli, per prendere atti relativi a questa delibera di giunta che mette uno stop ad una concessione edilizia per decine di appartamenti che erano in via di ultimazione. Per ora nessun reato ipotizzato, né anomalie né indagati, ma Secone ha chiesto di fare piena chiarezza sulla intera vicenda. «Adesso butteranno fango su di me e già hanno cominciato dicendo in giro che io mi sono acquistato 20 ville per me e per i miei familiari e che già ho firmato per la realizzazione della discarica a Quarto, ma ovviamente è solo un tentativo per delegittimarmi come politico e come uomo – continua Secone – Io sono una persona perbene e non ho alcun interesse personale su questo territorio, a differenza di qualcun altro. Buttiamo fuori dal Consiglio comunale chi, invece, porta avanti solo o esclusivamente propri interessi politici personali e particolari e non pensano alla collettività. Questi 17 soggetti vogliono fare un grande calderone che metterà insieme Pdl, Udc, Udeur, Verdi, Italia dei Valori, ma come faranno a mettersi d’accordo se ognuno di loro la pensa in modo diverso? Come faranno a decidere la scelta per ridurre da 500mila a 160mila metri cubi gli interventi edilizi del Piano Casa, visto che ognuno di loro ha una visione urbanistica diversa dall’altro? Sarà un’accozzaglia elettorale che farà sprofondare Quarto in un altro baratro. L’avvocato Carandente Tartaglia è tra quelli che, umanamente, mi ha ferito di più, visto che l’ho sempre difeso a spada tratta ed eravamo compagni di partito, così come Amirante può essere un Verde quanto vuole lui, ma per quanto mi riguarda sta fuori dal centrosinistra. Nessuno dei 17 firmatari delle dimissioni siederà nella nuova coalizione di centrosinistra. Faccio ammenda dei miei errori e accetto le critiche per non aver analizzato nel dettaglio i candidati nel 2007. Ma adesso non sarà più così». Venerdì prossimo alle 18 Sauro Secone incontrerà la cittadinanza al Teatro Corona, mentre novità potrebbero arrivare dall’inchiesta aperta dai carabinieri.

Commenta Stampa
di Tiziana Casciaro
Riproduzione riservata ©