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I Radicali chiedono spiegazioni a La Russa e Frattini

Sequestro Marittimi, presentata interrogazione parlamentare


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Sequestro Marittimi, presentata interrogazione parlamentare
12/09/2011, 14:09

Continua il calvario dei marittimi sequestrati da mesi nel Corno d’Africa. Dopo le vibrate proteste dei giorni scorsi, e in modo particolare a seguito della grande manifestazione di popolo tenutasi a Roma in piazza Monte Citorio, davanti all’ingresso della Camera dei Deputati, sembra si sia finalmente aperta una breccia nell’assurdo e assordante silenzio che in Italia tra Istituzioni e stampa nazionale si era volutamente creato attorno al sequestro delle navi “Savina Caylyn” e “Rosalia D’Amato” e sulle quali, ormai da sette mesi, sono tenuti in ostaggio anche quattro marittimi di Procida. Una vicenda drammatica che tiene in apprensione da troppo tempo le famiglie dei sequestrati esasperati per la prigionia dei propri cari. Intanto a livello parlamentare c’è una novità positiva. Infatti nei giorni scorsi l’Onorevole Elisabetta Zamparutti ha presentato, assieme ai colleghi radicali Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci e Turco, un’Interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa La Russa e a quello degli Esteri Frattini e in cui, tra l’altro, si chiede “se e con chi si sta trattando la liberazione dei marittimi e con quale esito”. Nella dettagliata Interrogazione della Zamparutti sono citati e riportati anche i link di alcuni servizi giornalistici che abbiamo realizzato in merito alla triste vicenda e quelli relativi agli audio delle telefonate che ci sono state tra i pirati e i sequestrati e il giornalista Gaetano Baldi. Di seguito il testo dell’Interrogazione. Al Ministro degli affari esteri, al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: la petroliera Savina Caylyn, battente bandiera italiana, è stata sequestrata l'8 febbraio 2011 da pirati somali a 880 miglia dalle coste della Somalia con a bordo ventidue uomini di equipaggio, 17 indiani e 5 italiani, tra i quali il terzo ufficiale di coperta Crescenzo Guardascione, 40 anni il 19 agosto, procidano come il comandante Lubrano Lavadera; il direttore di macchina Antonio Verrecchia, 62 anni, di Gaeta; l'allievo di coperta Gianmaria Cesaro, sorrentino, del 1985; il triestino Eugenio Bon, 30 anni, primo ufficiale di coperta; altri marittimi di Procida, Vincenzo Ambrosino, allievo di macchina e Gennaro Odoaldo, primo ufficiale di coperta, sono in mano a pirati somali dopo che la «Rosalia D'Amato», di proprietà della Perseveranza Navigazione, è stata sequestrata il 21 aprile 2011, a bordo della quale vi sono altri 4 italiani e 15 filippini; un fax inviato il 9 giugno 2011 dai sequestratori della Savina Caylyn alle famiglie di tre uomini dell'equipaggio (Bon, Cesaro e Guardascione) riguardava 5 foto dei prigionieri sotto la minaccia di mitragliatrici Rpg puntate loro contro da alcuni pirati (ragazzi di 15, 16 anni, dicono i familiari dei sequestrati) a viso coperto da kefiah e casco da lavoro di bordo, le «collane» di cartuccere al collo; i pirati della Savina Caylyn hanno fatto sapere a più riprese che non rilasceranno né la nave né l'equipaggio se non saranno pagati 14 milioni di dollari; dopo che la società armatrice Fratelli D'Amato, per tramite del suo intermediario inglese, ha offerto una cifra per il riscatto ai sequestratori molto più bassa della loro richiesta (7,5 milioni di dollari) la trattativa si è interrotta un paio di mesi fa per la grande distanza tra richiesta e offerta; il 10 agosto, una nave militare italiana, l'Andrea Doria, si è diretta verso la «Savina Caylyn», per monitorare le condizioni dei marinai italiani anche se, da dichiarazioni rese dal Ministro della difesa, che ha anche detto di aver chiesto ad «una nave italiana di spostarsi più vicino alle coste della Somalia in modo da raccogliere il massimo delle informazioni possibili sulla situazione dei marinai» non c'è nessuna trattativa con i pirati da parte dei militari perché non è compito loro farlo; il 22 agosto i cittadini di Procida, esasperati per l'assenza di notizie ed informazioni, hanno manifestato per chiedere con forza e determinazione la liberazione di Vincenzo, Gennaro, Giuseppe ed Enzo, i quattro marittimi isolani rapiti dai pirati somali. Migliaia e migliaia i cittadini che hanno attraversato in corteo tutta l'isola (http://www.youreporter.it/video_MARITTIMI_SEQUESTRATI_CLAMOROSA_PROTESTA_A_PROCIDA; http://www.youreporter.it/video_TUTTA_PROCIDA_IN_PIAZZA_PER_ CHIEDERE_RILASCIO_MARITTIMI) (video realizzati da Gennaro Savio); il 25 agosto 2011, il Ministero degli affari esteri in un comunicato ha fatto sapere che «il Governo italiano non può contemplare la possibilità di una trattativa diretta con i pirati e tanto meno di pagare riscatti per la liberazione degli ostaggi, lo vieta la legge - a cominciare da quella riflessa nelle risoluzioni Onu - che esclude qualsiasi forma di favoreggiamento delle attività di pirateria da parte degli Stati»; il 26 agosto 2011, i cronisti di liberoreporter.it sono venuti in possesso di un file audio disponibile a questo link http://www.liberoreporter.it/NUKE/news. asp?id=7128 relativo ad una telefonata di poco più di un minuto tra un giornalista del sito e uno dei carcerieri, che si è rifiutato di passare alla cornetta un qualsivoglia membro dell'equipaggio della Savina «finché non sarà pagato il riscatto» e dalla quale è anche emerso che i membri dell'equipaggio della nave ormai «non stanno più bene»; come evidenziato da un articolo di Dimitri Buffa il 2 settembre 2011 per il quotidiano «L'Opinione», la Farnesina manifesta scarsa attenzione alla vicenda anche dal modo in cui comunica azioni sul caso, come il comunicato stampa in cui si dà conto, tra l'altro, di una missione del sottosegretario di Stato Alfredo Mantica, che si è recato in Somalia per incontrare il presidente del Governo somalo Sharmanke ed il presidente del Puntland, Farole, quando invece il presidente somalo si chiama Sheik Sharif Ahmed ed il presidente del Puntland si chiama Abdurahman Mohamed; una manifestazione nazionale di protesta per il 7 settembre 2011 è stata organizzata dal coordinamento spontaneo di cittadini «Liberi Subito» e alla quale è prevista la partecipazione di migliaia di persone provenienti da Procida, Piano di Sorrento, Gaeta e Trieste per chiedere con l'intervento dello Stato per l'immediata liberazione dei marittimi prigionieri in Somalia -: di quali informazioni disponga il Governo in merito alle condizioni dei cittadini italiani sequestrati sulle navi Savina Caylyn e Rosalia D'Amato; quali azioni siano in corso, o si intendano mettere urgentemente in atto, per la liberazione degli ostaggi; se e con chi si sta trattando la liberazione dei marittimi e con quale esito.

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di Redazione
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