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Nell’occhio del ciclone il direttore del Dsm, Carizzone

Sir Bellona, 22enne muore annegato in piscina: 3 indagati

Inchiesta della Procura, una morte che si poteva evitare

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Sir Bellona, 22enne muore annegato in piscina: 3 indagati
17/07/2013, 10:43

BELLONA - Ci sono 3 indagati per la morte del giovane disabile, affetto da disturbi psichici, annegato nella piscina sabato scorso. La tragedia è avvenuta a Bellona, in provincia di Caserta, e, più precisamente, all’interno della Sir dell’Asl di Caserta. Sir: per molti è una sigla sconosciuta, ma per gli addetti ai lavori non lo è affatto. Sir, infatti, è l’acronimo di struttura intermedia residenziale, che svolge (o dovrebbe svolgere, nel caso specifico) servizi per il recupero dei giovani affetti da patologie mentali ed il conseguente avviamento al lavoro. Ma torniamo alla cronaca di quanto avvenuto sabato scorso e agli sviluppi dell’inchiesta avviata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Il ragazzo, Enrico Corribolo, 22 anni, dopo essersi tuffato in piscina, nel punto in cui l’acqua era più profonda, è morto annegato senza che nessuno riuscisse a salvarlo. Era il giorno del suo onomastico e all’interno della struttura, gestita da una cooperativa sociale, ci si accingeva proprio a festeggiare la ricorrenza. Il corpo dello sfortunato è stato trasportato presso l’istituto di medicina legale dell’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta dove è stata eseguita l’autopsia disposta dal magistrato di turno. Le indagini sono state affidate ai carabinieri della compagnia di Capua ed alla stazione di Vitulazio. Al momento, come si diceva, 3 persone risultano indagate ma non è escluso che il numero possa aumentare nelle prossime ore. Una morte assurda, quella del 22enne, che poteva essere evitata, se qualcuno avesse vigilato più attentamente, così come la condizione dei giovani disabili, per di più con patologie psichiche, richiede; ma questa è una ipotesi al vaglio dei carabinieri che indagano sulla triste vicenda. Vicenda che fa accendere i riflettori, ancora una volta, sull’organizzazione dei servizi di assistenza psichiatrica - diurni e notturni - nella giurisdizione dell’Asl di Caserta, e quindi sulla gestione del Dsm (Dipartimento di Salute Mentale) da parte del direttore Luigi Carizzone, finito più volte nel mirino dei sindacati. Durissime le note della Cisl Medici: “Quello che si evince dal suo operato è un’incapacità gestionale, per quanto attiene le risorse umane, e manageriale, per quanto attiene la programmazione dei servizi sull’intero territorio casertano. Carizzone, fino ad oggi, si è preso gioco di molti operatori sanitari; i quali, seriamente motivati, hanno investito la propria professionalità ed il proprio interesse, costituendo tavoli tecnici per affrontare le diverse problematiche che affliggono il Dipartimento e proponendo soluzioni operative mai realmente considerate dal direttore”.

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di Emilio di Cioccio
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