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Smile Train Onlus: in campo per l'emergenza Libia


Smile Train Onlus: in campo per l'emergenza Libia
07/08/2011, 16:08

QUARTO (NA) - Prosegue, senza alcuna battuta d’arresto, l’operazione messa in campo dall’Organizzazione umanitaria “Smile Train Italia”, costituita da medici, chirurghi plastici, anestesisti, pediatri e infermieri che gratuitamente mettono a disposizione la propria professionalità, partecipando da anni alle missioni mediche. Lo scopo di questa squadra è solitamente restituire il sorriso e la speranza di una vita migliore a tutti quei bambini affetti da labiopalatoschisi, che comporta non solo difficoltà nella nutrizione e nel parlare, ma anche un grave disagio sociale, dovuto all’isolamento a cui spesso le culture sociali condannano chi nasce affetto da questa patologia. “Essere un missionario è un po' come avere una sorta di vocazione; da anni viaggio alla volta dei paesi più poveri per poter dare un aiuto concreto a tanti bambini afflitti sia da deformità al volto, come il labbro leporino, esiti di ustioni e traumi bellici, sia da gravissime condizioni sociali. Senza il nostro aiuto, andrebbero incontro a morte sicura, perché considerati mostri, demoni. In realtà sono solo dei piccoli angioletti, che hanno bisogno di “collaudare” le loro invisibili ali per portare pace nel mondo. Una volta operati, gli angioletti hanno le ali e ci sorridono dolcemente, quando poi andiamo via”ci ha raccontato Salvatore Errico, cittadino quartese e infermiere strumentalista al Monaldi, spesso in viaggio per restituire il sorriso ai piccoli in difficoltà.
I medici di Smile Train rispondono, infatti, da qualche giorno all'emergenza che riguarda la popolazione libica duramente colpita dal conflitto degli ultimi mesi, e tuttora in corso. Il 28 luglio è partita un'equipe chirurgica, che ha raggiunto la città di Bengasi con l'obiettivo di offrire assistenza sanitaria e interventi chirurgici gratuiti ai numerosi feriti e ustionati a causa del conflitto. “Tramite i fondi della nostra Associazione siamo stati in grado di ridare il sorriso a 16 bambini, afflitti dalla da labiopalatoschisi, che deriva tante volte proprio dalla scarsa prevenzione prenatale delle gestanti – ci racconta Salvatore Errico di ritorno dallo Yemen - Lì le donne partoriscono, infatti, in maniera indecente; inoltre c’è un solo anestesista in questo ospedale. A turbarmi in questa meravigliosa terra, considerata dal Pasolini come <<il paese più bello del mondo, architettonicamente>> , sono la sofferenza, il dolore delle donne torturate e lapidate dai propri uomini; dei bambini che giocano e corrono con gambe tranciate da bombe, costruite dai paesi cosiddetti <<civili>>. Sarebbe bello ritornare nello Yemen senza sentire il fiato sul collo dei poliziotti armati sino ai denti per proteggerci e far capire ai <<padroni della vita e della morte>> che ci sono tantissime persone come me, che non hanno paura di loro e del loro vigliacco modo di disporre della vita degli altri".

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di Tiziana Casciaro
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