Provincia / Caserta

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Per resistenza aggravata e interruzione di pubblico servizio

Stir occupato, arresti confermati per due lavoratori del Cub

Resta lo stato di agitazione per le otto mensilità arretrate

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Stir occupato, arresti confermati per due lavoratori del Cub
02/10/2013, 11:09

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Lunedì la mobilitazione delle maestranze del Consorzio unico di bacino per i rifiuti, articolazione di Caserta, che hanno occupato lo stir di Santa Maria Capua Vetere; poi lo scontro con le forze di polizia, intervenute, dopo diverse ore, per riportare la situazione alla normalità e consentire quindi agli autocompattatori di sversare all’interno dell’impianto; infine, nelle ultime ore, la convalida degli arresti nei confronti dei due dipendenti che, proprio lunedì mattina, avevano minacciato di suicidarsi, lanciandosi dalla scala anti-incendio di uno dei capannoni presenti all’interno dello stir (ex cdr). Questo, in sintesi, il resoconto del presidio permanente dei lavoratori del Cub, oramai da otto mesi senza stipendio, che ha avuto, però, un risvolto imprevisto e imprevedibile. Giovanni Lubrano, 46enne, e Raffaele Cimmino, 44enne, hanno opposto resistenza al momento del blitz della polizia e, per questo motivo, sono stati accusati anche di minaccia e resistenza aggravata, oltre che di interruzione di pubblico servizio. Intanto, non si ferma la mobilitazione delle maestranze che, come si diceva, vantano otto mensilità nei confronti del Consorzio rifiuti; a queste, inoltre, si aggiunga la quattordicesima che ancora non è stata versata. Dopo lo sciopero del 17 settembre scorso, al termine del quale era giunta la rassicurazione di un vertice in Prefettura (che non c’è mai stato, ndr), con il nuovo presidio i lavoratori sono tornati a chiedere un interessamento da parte delle istituzioni e delle autorità competenti. “Chiediamo di istituire un tavolo di trattative con il commissario liquidatore Lorenzo Di Domenico, con il sub-commissario Gaetano Farina Briamonte e con il presidente della Provincia Domenico Zinzi – si legge in una nota delle rsu - per stabilire le modalità con le quali sbloccare gli stipendi arretrati. Contestualmente intendiamo chiedere chiarimenti circa il nostro futuro occupazionale e, magari, essere coinvolti nei paventati processi di bonifica ambientale, a fronte dei quali non riteniamo sostenibile la posizione di esubero”.

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di Emilio di Cioccio
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