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L'incontro promosso a Caserta dai Padri sacramentini

Storie antimafia, una pubblicazione per i detenuti di Nisida

Nel libro anche la vicenda del giovane Gianluca Cimminiello

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Storie antimafia, una pubblicazione per i detenuti di Nisida
31/12/2012, 10:23

CASERTA - Magistrati, giornalisti, sindaci, commercianti, sacerdoti, insegnanti. Donne e uomini che non si sono piegati, che non hanno rinunciato al proprio ideale di giustizia. Le loro storie antimafia e le loro lotte quotidiane sono contenute nel libro 'La giusta parte' edito da Caracò e presentato a Caserta nell'ambito dell'iniziativa 'Il Natale dei volontariati' promosso dai Padri sacramentini e dalla comunità della Chiesa di Sant'Augusto vescovo in collaborazione con Casa Rut, Aislo, Auser, Endas, Carta 48, Presidio Libera, Collettivo Latrones. Giuseppe Fava, Rosario Livatino, Teresa Buonocore, Peppino Impastato, Salvatore Nuvoletta sono soltanto alcuni dei protagonisti di queste pagine. Pagine che raccontano le storie di chi combatte ogni giorno contro le armi affilate e sporche delle mafie, storie di chi in quella lotta è anche morto, ma non è stato sconfitto, grazie alla memoria, alla testimonianza. Raccontare per polverizzare l’oblio e l’isolamento. Questo libro inquadra, in un continuum armonico di verità, emozioni e rabbia civile, la lotta quotidiana di quelle persone, che hanno scelto, tra le tante alternative possibili, quella più impegnativa: stare dalla giusta parte. Il testo, alla sua seconda ristampa, si è arricchito di un nuovo racconto dedicato a Gianluca Cimminiello, un giovane napoletano, vittima innocente di un clan camorristico operante a Casavatore. La sua storia è stata affidata alla penna del giornalista e scrittore Vincenzo Ammaliato. A interpretare un brano in sala l'attore Ivan Boragine. Tra le firme presenti nel libro anche quelle di Cristina Zagaria, Daniela De Crescenzo, Giuseppe Miale Di Mauro, Mario Gelardi (anche curatore del libro), Tina Cioffo, Luigi Pingitore e tanti altri. Il ricavato andrà in beneficenza. I diritti d'autore saranno destinati infatti ad un progetto culturale che coinvolgerà i ragazzi dell'istituto penitenziario minorile di Nisida.

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di Daniela Volpecina
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