Provincia / Caserta

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Due i cortei che si sono levati per ricongiungersi in centro

Tasse comunali da record, i sannicolesi scendono in piazza

Indice puntato contro il sindaco, cori e slogan di protesta

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Tasse comunali da record, i sannicolesi scendono in piazza
20/01/2014, 15:42

SAN NICOLA LA STRADA - Nonostante il maltempo, in trecento si sono dati appuntamento davanti alla Casa Comunale di San Nicola la Strada in segno di protesta dopo la decisione della locale amministrazione di aumentare le aliquote di Imu, Irpef e, in modo particolare, della Tares. Due i cortei, costituiti da cittadini comuni, che si sono levati rispettivamente da largo Rotonda e da via Appia, per poi ricongiungersi in piazza, con cori e slogan contro il sindaco Delli Paoli e la sua giunta che, da tempo oramai, “non rappresentano, e non possono rappresentare più rappresentare, i sannicolesi”. L’appuntamento di ieri era stato preceduto dalla distribuzione a tappeto di volantini e dall’affissione di manifesti in città per invitare il maggior numero possibile di cittadini a scendere in piazza e far sentire, pertanto, la propria voce. “Restituiamo luce all’anima di questa città”: questo, secondo gli organizzatori, l’obiettivo della protesta pacifica di fronte alla quale l’amministrazione Delli Paoli, a questo punto, non potrà restare indifferente. “E’ un’amministrazione – hanno tuonato i manifestanti – che finge di non ascoltare le contestazioni legittime dei cittadini. Un’amministrazione che non avverte il rimprovero che proviene dalle mura e dalle fondamenta dell’aula consiliare”. Una manifestazione che arriva all’indomani della decisione, giudicata sconsiderata, di aumentare, come si diceva, le aliquote Imu, Irpef e Tares; quest’ultima, addirittura, incrementata del 57% rispetto all’aliquota dello scorso anno. Una manifestazione, quella messa in atto, senza colore politico, né di sinistra né di destra quindi, per urlare “basta, voi non ci rappresentate. Basta con la politica dei compromessi, è giunta l’ora di ripristinare l’equità sociale gravemente lesa”.  

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di Emilio di Cioccio
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