Provincia / Caserta

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Decreto prefettizio per il sindaco e consigliere provinciale

Tentata concussione, Di Santo sospeso dalle cariche elettive

In giornata intanto è previsto l’interrogatorio di garanzia

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Tentata concussione, Di Santo sospeso dalle cariche elettive
23/12/2013, 10:35

SANT’ARPINO - All’indomani dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri nei confronti del sindaco di Sant’Arpino, Eugenio Di Santo, il prefetto di Caserta, Carmela Pagano, con apposito decreto, ha comunicato al Presidente del Consiglio Comunale di Sant’Arpino ed al Presidente del Consiglio Provinciale di Caserta il provvedimento dichiarativo dell’intervenuta “causa di sospensione di diritto di Eugenio Di Santo, sindaco di Sant’Arpino e consigliere provinciale, dalle suddette cariche elettive”. Da sabato scorso, si ricorderà, il primo cittadino si trova agli arresti domiciliari, come disposto dal gip del Tribunale di Napoli Nord. L’accusa che viene mossa a Di Santo è quella di tentata concussione nei confronti del titolare di un’impresa aggiudicataria della mensa scolastica comunale. Ad eseguire il provvedimento i carabinieri del reparto territoriale di Aversa e della compagnia di Marcianise, a conclusione di una vasta indagine, condotta dalla Procura di Napoli Nord, basata anche su intercettazioni ambientali e telefoniche. I militari dell’Arma hanno anche effettuato riprese video dei numerosi incontri che il sindaco di Sant’Arpino ha avuto con l’imprenditore; quest’ultimo, che ha sempre respinto le richieste illecite avanzate da Di Santo, si è rivolto ai carabinieri per denunciare le pressioni ricevute, facendo partire così l’operazione. Secondo l’accusa Di Santo, inventando scuse di volta in volta diverse, fissava incontri con l’imprenditore, per mascherare le sue ingiuste pretese di farsi consegnare un braccialetto di diamanti, del valore di circa 3mila euro. Di Santo, si legge nei verbali accusatori, abusando del suo ruolo di sindaco, convinceva la vittima ad incontrarlo al fine di continuare con le vessazioni, minacciando l’imprenditore di revocargli l’appalto; in giornata, intanto, è previsto l’interrogatorio di garanzia

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di Emilio di Cioccio
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