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Setola voleva eliminare i suoi fedelissimi Cirillo e Letizia

Tentato omicidio, fermati 3 affiliati al clan dei Casalesi - video

Indagini dei carabinieri con il contributo di tre pentiti

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Tentato omicidio, fermati 3 affiliati al clan dei Casalesi - video
05/10/2013, 10:27

CASAL DI PRINCIPE - A conclusione delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sul fallito agguato a Villa di Briano, organizzato tra il marzo e l’aprile del 2008 ai danni di Alessandro Cirillo e Giovanni Letizia, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Casal di Principe hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dal Tribunale del Riesame di Napoli – nei confronti di tre persone ritenute affiliate all’organizzazione camorristica dei Casalesi, per tentato omicidio e porto abusivo di armi, aggravati dal metodo mafioso. La vicenda in questione si riferisce a un agguato, autorizzato secondo l’ipotesi accusatoria da Giuseppe Setola, alias o’ cecato, che doveva avvenire presso un’abitazione ubicata a Villa di Briano , ove le vittime erano state invitate per incontrarsi con Massimo Alfiero. In quel luogo, infatti, doveva avvenire l’omicidio: in alternativa, qualora non fosse stato possibile uccidere le vittime designate all’interno dell’abitazione, avrebbe agito un altro gruppo di fuoco, appostato all’esterno dell’abitazione, sulla pubblica via. L’agguato non si realizzò poiché le vittime designate, intuita l’insidia che si nascondeva dietro l’appuntamento, inviarono una donna, vicina al gruppo camorristico, a giustificare la loro assenza, motivata dai numerosi controlli delle forze di polizia in atto sul territorio. Le persone che dovevano eseguire l’agguato erano munite di armi micidiali, in particolare un fucile mitragliatore tipo “kalashnikov”, un fucile semiautomatico con meccanismo a pompa, una mitraglietta calibro 7,65, pistole calibro 9, di cui una munita di silenziatore. Il movente dell’agguato scaturiva dalla circostanza che Setola riteneva che Cirillo e Letizia si fossero appropriati di denaro proveniente da estorsioni e non versato nella cassa del gruppo criminale. Nel corso dell’indagine, che ha portato all’individuazione degli autori del fallito agguato, sono stati raccolti riscontri alle dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia; riscontri ulteriormente avvalorati da alcune intercettazioni ambientali, eseguite nell’ambito dell’attività di indagine svolta a seguito dell’omicidio Orsi. Il 13 novembre 2012 analoga ordinanza di custodia cautelare, per gli stessi fatti, venne notificata allo stesso Setola, quale mandante e ad altre persone, quali agevolatori e co-esecutori.

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di Emilio di Cioccio
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