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La senatrice del Pd si dice a favore della legge speciale

Terra dei Fuochi,Capacchione:“Punire reati ambientali” -video

Rifiuti interrati, dichiarazioni pentiti risalenti al ’92

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Terra dei Fuochi,Capacchione:“Punire reati ambientali” -video
24/10/2013, 11:17

CASERTA – “I primi ritrovamenti di fusti di rifiuti tossici nocivi, sotterrati nei terreni di aree destinate a coltivazioni intensive, non risalgono a qualche settimana fa, bensì già al lontano 1988”. Lo scrive sul suo blog la senatrice del Partito Democratico, Rosaria Capacchione, facendo riferimento ai territori di Casal di Principe, Villa di Briano, Villa Literno, Castel Volturno, Capua, Frignano e Villaricca. Un’area, di oltre trecento chilometri quadrati, compresa tra la parte settentrionale della provincia di Napoli e l’area a sud di Caserta, tristemente nota oggi come “terra dei fuochi”. Un’area in virtù della quale, non più tardi di lunedì scorso, a seguito di una missione in Campania, il presidente della Commissione Ambiente del Senato, Giuseppe Marinello, ha annunciato che si sta lavorando ad una legge speciale. Legge che la senatrice Capacchione, presente ai lavori della commissione pur non facendone parte, condivide appieno. “Dichiarare nuove emergenze – argomenta la senatrice Pd – non serve, abbiamo bisogno piuttosto di norme certe per i reati ambientali e di trovare una soluzione al problema”. Le prime dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, che indicano i luoghi destinati all’interramento illecito di rifiuti, risalgono al ’92; dichiarazioni che hanno poi trovato riscontro indiretto nell’ambito di autonome indagini di polizia giudiziaria. A tal riguardo, la senatrice Capacchione, lo scorso mese di settembre, ha discusso in Parlamento un’interrogazione urgente, indirizzata al ministro della Giustizia, per sapere: se risulta ultimata l’opera di monitoraggio delle aree inquinate; se è stato predisposto un adeguato programma di bonifica; se sono state attivate tutte le procedure per cinturare i fondi agricoli inquinati e trasformati in zone “no food”; se risultano intraprese e portate a termine tutte le verifiche ed i riscontri di quanto dichiarato dai collaboratori di giustizia che hanno partecipato a vario titolo al traffico di rifiuti tossici e nocivi; se risulta l’esistenza di altri verbali secretati, dai quali sia possibile venire a conoscenza di altri siti trasformati in discariche illegali.

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di Emilio di Cioccio
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