Provincia / Caserta

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In mille sono scesi in strada, compresi quelli dell’indotto

Teverola, vertenza Indesit: nuovo corteo dei lavoratori

Camera, il ministro Giovannini risponde al question time

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Teverola, vertenza Indesit: nuovo corteo dei lavoratori
13/06/2013, 11:48

TEVEROLA - Ieri l’annuncio, da parte di Fim, Fiom e Uilm, di uno sciopero di ulteriori 16 ore; oggi, il corteo, dopo quello della scorsa settimana. La tensione, allo stabilimento Indesit di Teverola, resta altissima. Anche perché, nonostante la mobilitazione generale, da parte dei vertici aziendali non c’è stato, almeno per il momento, nessun dietrofront. Il che vuol dire che, in assenza di fatti nuovi, gli stabilimenti di Teverola, in provincia di Caserta, e Fabriano, in provincia di Ancona, si avviano verso la chiusura definitiva. Così come pure resteranno senza lavoro e senza salario ben 540 addetti, divisi tra gli stabilimenti di Teverola e Carinaro, limitatamente alla sola provincia di Caserta. E se da un lato, almeno questo, da più parti è stata manifestata solidarietà ai lavoratori, dall’altro i sindacati non hanno alcuna intenzione di abbassare la guardia e spingono affinché la famiglia Merloni riveda le proprie posizioni, tornando ad investire sul “made in Italy”, piuttosto che spostare le produzioni nei Paesi in cui la manodopera è a basso costo. E stamani, come si diceva, un nuovo corteo dei dipendenti è partito dal sito di Teverola. Quasi mille i manifestanti, tra cui anche i lavoratori operanti nell’indotto, in marcia dall’area industriale in cui sorge l’insediamento. Il corteo, seguito dalle forze dell’ordine, ha attraversato la Statale Appia, in direzione Teverola, per poi fare tappa alla stazione ferroviaria di Aversa. Intanto, il caso Indesit finisce anche in Parlamento, con il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che durante la seduta del question time alla Camera dei Deputati, non nasconde la propria preoccupazione circa il piano industriale presentato dalla Indesit. “Pesanti – dice il ministro – le conseguenze sull’area di Caserta e su quella di Fabriano, quest’ultima già pesantemente colpita dal fallimento della società Antonio Merloni”. E rincarando la dose, il ministro aggiunge: “E’ chiaro che gli aspetti occupazionali dovranno essere affrontati all’esito del confronto sulle scelte produttive e sulla ripartizione dei sacrifici richiesti nei singoli stabilimenti. C’è comunque piena disponibilità da parte del Governo ad attivare misure a tutela dell’occupazione quali i contratti di solidarietà”.

 

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di Emilio di Cioccio
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