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Parola d’ordine degli affiliati dei clan:“Siamo del Palazzo”

Torre Annunziata: racket, si indaga sulle assunzioni pilotate


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Torre Annunziata: racket, si indaga sulle assunzioni pilotate
14/04/2010, 16:04

TORRE ANNUNZIATA – Proseguono le indagini delle forze dell’ordine sul racket delle estorsioni nella città di Torre Annunziata.
Dopo gli arresti di sabato scorso, non si ferma, dunque, l’inchiesta sugli affari della criminalità organizzata oplontina. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti, le assunzioni al polo nautico imposte dai clan. In particolare, sono due le persone, tra gli undici arrestati nell’operazione Garibaldi grazie alla quale è finito in manette il gruppo di estorsori dei clan Gionta e Gallo, ad essere stati assunti in maniera irregolare. Si tratta di Maurizio Perna e di Antonio Solimeno. La parola d’ordine utilizzata per avere libero accesso ai posti di lavoro era “Siamo quelli del palazzo” per indicare la roccaforte di via Bertone.
Proprio in questo modo Perna era stato assunto dall’azienda di Rovigliano di proprietà dell’imprenditore coraggio che con la sua denuncia ha permesso all’inchiesta di partire. Perna, dopo essere stato successivamente licenziato, minacciò, arma in pugno, i soci della ditta dicendo loro che era “raccomandato” dai vertici di palazzo Fienga.
Solimeno, invece, sarebbe stato inserito nell’organico della “Nautica Rovigliano” su pressioni di Francesco Iapicca, a sua volta custode dei cantieri Apreamare.
Un fenomeno preoccupante, quello delle assunzioni sospette che sarebbero pilotate dalle organizzazioni criminali oplontine ai danni delle imprese dell’area industriale di Torre Annunziata.
Proprio la presenza all’interno degli stabilimenti industriali oplontini di affiliati alle due principali organizzazioni criminali della città, consentiva di gestire meglio il lavoro degli esattori della camorra.
Intanto, ieri mattina, è stato interrogato l’unico minorenne del gruppo di estorsori dei Gionta arrestati all’alba di sabato, che al momento si trova nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei a Napoli. G. A., 17 anni, figlio di uno dei boss dei Valentini, si è però avvalso della facoltà di non rispondere; il ragazzo, a breve sarà trasferito in un carcere minorile

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di Elisa Scarfogliero
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