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C’è rabbia tra i pochi esercenti che operano al suo interno

Tra degrado e abbandono "muore" il mercato di Ischia


Tra degrado e abbandono 'muore' il mercato di Ischia
14/10/2011, 10:10

Mattonelle divelte o movibili sulle quali è forte il rischio di finire a terra con un capitombolo, vetri spaccati, infiltrazioni d’acqua e calcinacci caduti. Non siamo in una delle tante strutture pubbliche abbandonate che purtroppo abbondano nelle sperdute periferie delle città italiane e che spesso diventano luogo di residenza per i poveri e i diseredati della nostra società, ma siamo in quello che dovrebbe essere il nuovo “Mercato Comunale” di Ischia. “E’ una situazione pietosa quella in cui versa il nostro mercato”, ci dice un commerciante amareggiato. “Qui quando piove ci allaghiamo e l’acqua arriva fin dentro i box”, aggiunge un altro operatore del mercato. La cosa più triste è constatare che la maggior parte dei box che dovrebbero ospitare gli esercizi commerciali, sono chiusi. “Al Bando per l’assegnazione hanno partecipato centoventi contendenti ma a distanza di mesi le buste non sono state ancora aperte", denunciano arrabbiati i pochi esercenti che attualmente animano l’area destinata a mercato che risulta letteralmente abbandonata al proprio destino. “Gli amministratori comunali ci hanno sempre promesso interventi che potessero far crescere l’attività del mercato ma sino ad oggi hanno fatto solo chiacchiere”, sottolineanoin coro. Possiamo ben dire che si è rivelato una vera e propria iattura lo spostamento dell’area mercatale che alcuni anni fa dal centro storico venne trasferita in via Morgioni penalizzando gli utenti del centro ischitano e i commercianti che esercitano al proprio interno non essendoci mai stata la volontà politica, da parte delle varie amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida del Paese, di farlo decollare. E così al mattino i commercianti che aprono i battenti sono pochissimi e altrettanto pochi risultano gli acquirenti: che tristezza! Una tristezza alla quale ci vogliamo augurare che l’Amministrazione Ferrandino voglia mettere fine.

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di Gennaro Savio
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