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Casalesi, ricostruiti gli interessi illeciti nel Basso Lazio

Traffico auto di lusso con la Germania, 7 arrestati -video

Operazione ‘Fuori Giri’, sigilli a beni per 1,4mln di euro

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Traffico auto di lusso con la Germania, 7 arrestati -video
10/03/2014, 11:49

CANCELLO ED ARNONE - Esportavano in Germania auto di grossa cilindrata con documenti falsi, girando poi parte dei proventi dell’attività illecita nelle casse del clan camorristico dei Casalesi, fazione degli Schiavone. Per questo, a conclusione di indagini coordinate dalla Dda di Napoli, i finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria di Roma e gli agenti della Squadra Mobile di Latina hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di sette persone, indagate per il delitto di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più reati di appropriazione indebita. Contestualmente, sono state eseguite decine di perquisizioni tra le province di Latina, Caserta e Avellino. Sono stati, inoltre, sottoposti a sequestro preventivo beni per un valore complessivo di circa 1,4mln di euro. In particolare, all’esito di complesse investigazioni, sono stati tratti in arresto i fratelli Salvatore e Antonio Ianuario, il primo già detenuto, e Salvatore Di Puorto, già colpito da ordinanza cautelare per vicende connesse a reati di riciclaggio posti in essere da esponenti del clan dei Casalesi in Emilia Romagna e nella Repubblica di San Marino. L’operazione, denominata dagli investigatori “Fuori Giri”, appare significativa non solo per la caratura criminale delle persone colpite dalle misure restrittive, ma anche perché delinea in maniera netta e precisa gli interessi del clan dei Casalesi nel sud pontino, attraverso il reinvestimento di ingenti profitti derivanti dalle criminali attività perpetrate. Dall’approfondimento di alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia, emergevano gli interessi nel settore della compravendita di auto di grossa cilindrata nelle zone di Cancello ed Arnone, Latina e Fondi, con la diretta supervisione di Salvatore Ianuario quale referente del clan, dapprima per il gruppo Bidognetti e, successivamente, per le famiglie Zagaria e Schiavone. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati, per il raggiungimento degli scopi dell’associazione, si avvalevano di concessionarie di auto con sede a Minturno ed a Cancello ed Arnone, oltre che di un’autoscuola sempre con sede a Cancello ed Arnone.

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di Emilio di Cioccio
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