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Caserta, operazione del Noe: sequestri per 10mln di euro

Traffico internazionale di rifiuti, 32 ordinanze di arresto

Scarti tessili dalla Germania, smantellate 3 organizzazioni

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Traffico internazionale di rifiuti, 32 ordinanze di arresto
06/05/2013, 10:55

CASERTA - Sono tre le organizzazioni dedite al traffico illecito di rifiuti smantellate da un’indagine che è stata avviata a dicembre del 2011 dai carabinieri del Noe di Caserta. Un’inchiesta che ha portato all’emissione, da parte del Gip di Napoli, di una misura cautelare in carcere a carico di 32 persone. L’Arma, attraverso l’attività investigativa, ha compreso che tra le tre bande vi era in qualche modo una spartizione spontanea, quanto efficace, delle attività illecite. E veniamo ai tre profili dell’attività illecita svolta. Il primo profilo - più rilevante per l’articolazione 'consortile' palesatasi e per il raggiro d’azione internazionale - ha riguardato più imprese operanti nei territori casertani e napoletani, con importazione di rifiuti tessili, soprattutto dalla Germania, poi esportati all’estero senza mai sottoporli al recupero, ed etichettandoli come merce selezionata, igienizzata e recuperata. Un traffico su vasta scala che ha permesso alle aziende di abbattere i costi e ottenere un ingiusto profitto a danno della concorrenza; i rifiuti tessili, destinati a Paesi dell’America Latina, dell’Asia e dell’Africa, erano frammisti a rifiuti di ogni altra tipologia, perfino cibi avariati, farmaci scaduti ed escrementi. Il secondo profilo - caratterizzato dall’operatività fittizia anche di associazioni no profit - ha interessato per lo più imprese e associazioni operanti nella raccolta illecita dei rifiuti sul territorio campano. Gli indagati, anche mediante segni e raffigurazioni rievocanti la carità cristiana, si celavano dietro l’opera umanitaria delle associazioni. Con tali espedienti, gli arrestati inducevano i Comuni a favorirli nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti, costituiti da indumenti post-consumo, o quanto meno ad assecondare la loro attività. In tal modo gli indagati acquisivano una sorta di 'diritto di esclusiva' nella raccolta nei territori comunali e, quindi, dei successivi introiti, derivanti dalla commercializzazione dei rifiuti stessi. Il terzo profilo, infine, ha riguardato una confederazione di diversi nuclei familiari e soggetti a essi contigui, estranei a qualsiasi autorizzazione a operare nel settore dei rifiuti. Durante l’esecuzione dei provvedimenti sono stati inoltre effettuati i sequestri delle aziende e dei mezzi utilizzati dagli arrestati nella perpetrazione dei reati, per un valore complessivo superiore ai 10 milioni di euro.

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di Emilio di Cioccio
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