Provincia / Caserta

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Diversi i pullman che partiranno da Santa Maria Capua Vetere

Tribunale di Napoli Nord, domani mattina la marcia su Roma

L’ira del sindaco Di Muro: "Un decreto insensato e illogico"

Tribunale di Napoli Nord, domani mattina la marcia su Roma
09/07/2013, 11:38

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Una marcia su Roma, per ribadire il 'no' allo smembramento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Saranno diversi i pullman che, domani mattina, partiranno dalla città del Foro alla volta della capitale, in occasione di una mobilitazione che vedrà coinvolti sindaci, rappresentanti dell'avvocatura, operatori della giustizia, esponenti di tutte le forze politiche, sindacali e dell’associazionismo, ma anche liberi cittadini. La carovana si porterà davanti alla sede del Ministero della Giustizia e davanti a quella del Senato. “Lascerò la fascia tricolore sui cancelli del Ministero” ha annunciato, alla vigilia della trasferta romana, il primo cittadino di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro. Il quale si dice seriamente preoccupato delle ripercussioni che l’istituzione del Tribunale di Napoli Nord, che sarà allocato presso il castello aragonese di Aversa, avrà su quello di Santa Maria Capua Vetere. "Si tratta – ha dichiarato il sindaco Biagio Di Muro – di un provvedimento insensato e illogico che avrà conseguenze pesanti sull’unitarietà dell’azione giudiziaria in Terra di Lavoro e non avrà alcun beneficio in termini di risparmi di spesa”. L'appuntamento è previsto per domani mattina alle ore 8.30, in piazza Padre Pio, a Santa Maria Capua Vetere. Per quanto concerne le spese di gestione delle strutture giudiziarie, ancora una volta, va evidenziata la pesante esposizione debitoria del Ministero della Giustizia nei confronti del Comune di Santa Maria Capua Vetere. Oltre ai circa sei milioni di euro dovuti, da anni, come rimborso per le spese delle strutture giudiziarie (spese anticipate dall’ente locale, ndr) risulta una paradossale e grave inadempienza dello Stato anche in termini di pagamento dei tributi. Tra canoni idrici, tassa rifiuti e altre imposte locali, infatti, il Ministero della Giustizia è destinatario di cartelle esattoriali, non pagate negli ultimi dieci anni, per un totale di quattro milioni di euro, relativi ai vari uffici della Procura, del giudice di pace, del magistrato di sorveglianza e del tribunale civile e penale.

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di Emilio di Cioccio
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