Provincia / Caserta

Commenta Stampa

Santa Maria Capua Vetere, 9 complessivamente gli indagati

Truffa a Telecom con cause seriali, 3 avvocati ai domiciliari

Oltre 1.300 i fascicoli sott’esame, 200mila euro i danni

.

Truffa a Telecom con cause seriali, 3 avvocati ai domiciliari
27/02/2013, 10:55

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Cause civili “seriali” contro Telecom Italia da parte di utenti ignari o addirittura deceduti: era il meccanismo di una truffa condotta da tre avvocati che sono finiti ai domiciliari, al termine di un’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere. Nove, complessivamente, gli indagati anche se per sei di loro il gip non ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza. Oltre 1.300 i fascicoli sotto esame; si calcola che la truffa abbia fruttato circa 200mila euro. Secondo l’accusa i professionisti Bruno Amirante, 41 anni, Davide Corrado Calandra, 52 anni, e Biagio Vallefuoco di 62 anni, tutti e tre nati a Napoli e residenti tra Napoli, Caserta e Benevento, avrebbero creato un’associazione a delinquere responsabile di aver attivato ricorsi per clienti quasi sempre ignari, spesso deceduti, presso il giudice di pace di Santa Maria Capua Vetere per ottenere il rimborso delle irrisorie spese di spedizione delle bollette (31 centesimi) ed il rimborso del canone di abbonamento: ciò che fruttava guadagni ai legali era però soprattutto il rimborso delle spese legali. L’indagine è nata da una denuncia presentata dai legali di Telecom Italia spa. L’avvocato Calandra, è stato ricostruito, procacciava presunti clienti, Vallefuoco definiva l’atto di conciliazione (disatteso) e, infine, Amirante provvedeva a stilare il documento che chiedeva la restituzione del denaro alla Telecom. Nonostante i clienti 'fantasma' fossero quasi tutti di Napoli, le cause civili venivano istruite tutte a Santa Maria Capua Vetere. I giudici di pace, indotti in errore, in diverse occasioni hanno condannato la Telecom a risarcire i danni.

Commenta Stampa
di Emilio di Cioccio
Riproduzione riservata ©