Provincia / Caserta

Commenta Stampa

La decisione del gup Campanaro, fissata la prima udienza

Truffa ai danni Acms, 45 indagati rinviati a giudizio -video

Accusati di associazione a delinquere, peculato e sabotaggio

.

Truffa ai danni Acms, 45 indagati rinviati a giudizio -video
26/02/2014, 12:28

CASERTA - A novembre del 2010, scattarono arresti e divieti di dimora, nei confronti di 124 indagati, per una maxi-truffa ai danni dell’Acms, ovvero l’azienda di trasporto pubblico su gomma della provincia di Caserta, dichiarata poi fallita dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per la forte esposizione debitoria, stimata in oltre 100 milioni di euro. Oggi, però, a distanza di poco più di tre anni, l’inchiesta è giunta ad una svolta, giacché sono stati rinviati a giudizio 45 dei 124 indagati, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Gli indagati sono quasi tutti dipendenti dell’azienda di mobilità pubblica che, fino al giorno del fallimento, serviva l’intera provincia di Caserta; il gup, Nicoletta Campanaro, ha fissato anche la prima udienza per il prossimo mese di settembre. Il “bubbone” dell’Acms esplose, come si diceva, nel novembre del 2010, allorquando la Procura competente chiese – e ottenne – l’applicazione di 124 misure di custodia cautelare (tra domiciliari e divieti di dimora) nei confronti di dipendenti truffaldini dell’azienda casertana mobilità e servizi, ritenuti responsabili a vario titolo di: associazione per delinquere finalizzata alla truffa mediante la falsificazione di cartellini marcatempo, peculato, illecita concorrenza, per aver favorito altre ditte del trasporto privato operanti sul territorio, sabotaggio di automezzi di servizio, furto continuato di carburante e turbativa d’asta. L’accusa ha ricostruito come alcuni degli indagati, pur risultando regolarmente al lavoro all’Acms, in realtà si trovavano a Madrid oppure a Parigi, alla guida di autobus di aziende private per gite scolastiche: ciò era reso possibile grazie alla complicità dei colleghi che timbravano per loro il cartellino ed al silenzio-assenso dei dirigenti. Al tempo stesso, vandalizzavano gli autobus dell’Acms per permettere a quelli delle ditte private, per le quali lavoravano arbitrariamente, di provvedere al trasporto di migliaia di utenti.

Commenta Stampa
di Emilio di Cioccio
Riproduzione riservata ©

Correlati