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Per le visite in intramoenia, prima udienza a settembre

Truffa e peculato, venti medici ospedalieri a giudizio -video

Non versavano il dovuto alle Aziende di appartenenza

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Truffa e peculato, venti medici ospedalieri a giudizio -video
04/03/2014, 12:12

CASERTA - Non versavano il dovuto all’Azienda sanitaria di appartenenza, relativamente alle prestazioni intramoenia, e per questo motivo sono finiti sotto processo. Sotto accusa 20 medici in servizio agli ospedali di Teano, Piedimonte Matese e Caserta. Il gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Nicoletta Campanaro, infatti, li ha rinviati a giudizio; la prima udienza è fissata per il 30 settembre prossimo. Ma procediamo con ordine. L’inchiesta, che ha scosso gli ambienti sanitari dell’intera provincia di Caserta, parte nel 2009 allorquando la Guardia di Finanza, su delega della Procura regionale della Corte dei Conti, perquisì gli studi e le abitazioni di trentaquattro medici. Professionisti in servizio presso strutture pubbliche e che prestavano, inoltre, attività professionale in forma privata, adottando il sistema dell’intramoenia. Un protocollo, entrando nello specifico, secondo cui il medico dovrebbe versare il 50% del proprio fatturato all’Asl o all’Azienda Ospedaliera di appartenenza. Il sistema dovrebbe - contemporaneamente - generare parcelle più contenute in favore dei pazienti e maggiori entrate nelle casse delle aziende sanitarie. Dall’inchiesta originale, per 14 medici è stata disposta l’archiviazione, mentre gli altri venti dovranno difendersi in udienza. Ovvero: Antimo Cappello, Luigi Bergamin, Francesco Della Corte, Luigi Bifulco, Carlo Capuano, Angeloantonio Caso, Fabio Cecconi, Agostino Cirillo, Anna Cristillo, Luigi Di Risi, Giovanni Di Tommaso, Fabrizio Ferraiolo, Giovanni Italiano, Alfonso Marra, Giuseppe Mastrobuono, Guido Pane, Antonio Puorto, Michela Quarantiello, Ignazio Scaravilli e Armando Volpe. Per i camici bianchi l’accusa è di truffa e peculato.

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di Emilio di Cioccio
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