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L'apertura per essere determinanti

UDC: ripartiamo ascoltando tutti


UDC: ripartiamo ascoltando tutti
13/07/2010, 20:07

POZZUOLI – Si corre verso le elezioni amministrative del 2011. Si fanno appelli, si lanciano sfide. C’è chi le coglie e chi le rilancia. Forse come nel caso dell’UDC. Mentre il PD ha fatto sollecitazione durante il suo congresso cittadino, ad un confronto tra le parti sane della città, dal centro sinistra al centro, invitando apertamente il partito di Casini a partecipare insieme alle prossime elezioni, mentre il PDL resta in silenzio, aspettando arcani regionali che si sciolgano sull’entrata o meno dell’ex primo cittadino Giacobbe in Consiglio, c’è chi ascolta e si muove.
Ed è proprio l’UDC, che ha fatto parte di quella maggioranza che ha appoggiato il centro-destra dal 2008 al 2010, prima della “congiura-salva città” del 6 maggio 2006 (così come è stata definita da alcuni politici), giorno in cui sette membri della maggioranza e 9 dell’opposizione hanno fatto cadere il sindaco e l’amministrazione targata PDL-UDC.
La forza centrista è stata elogiata non solo dal PD all’ultimo incontro pubblico, che l’ha definita “forza sana” della città, ma anche dallo stesso Giacobbe, durante la sua ultima conferenza, quella indetta per spiegare lo scioglimento. In quell’occasione dell’UDC si disse: “un alleato sicuro e fedele”.
Una rappresentanza politica dunque effettivamente seducente sembrerebbe.
 Piace a destra e a sinistra. Ago della bilancia la definiscono i sociologi e politologi.
Un’espressione quest’ultima che non piace ai casiniani, ma che sembra essere vera, e forse ben piazzata anche nella mente dei militanti UDC. A tal punto propria da spingerli a preparare un documento con il quale sono aperti a tutte le forze responsabili della città.
“Un confronto senza pregiudiziali” si legge in documento diramato dal partito cittadino, “con le altre forze politiche responsabili e desiderose di confrontarsi per il bene comune ed il decollo della città”.
L’Udc in questi giorni ha analizzato le problematiche che affliggono la città a tal punto da spingerli verso un programma elettorale condiviso “che vuole essere l’inizio di una nuova prospettiva politica”.  Un progetto che vede alla sua base pochi punti cardine per lo sviluppo.
Insomma, piaccia o non piaccia agli uomini del centro di Casini, si sono presentati effettivamente come “ago della bilancia”: aperti a tutti, consci della propria importanza determinante per vincere, e soprattutto per non finire al ballottaggio. Anche questa dovesse essere la lettura ultima del proprio gesto, resta importante il nobile intento che spinge l’Udc ad aprirsi sia alla società civile, che a 360° a tutte le forze politiche: lo sviluppo e il miglioramento della città.

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di Elisabetta Froncillo
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