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Rivolta dei genitori al 3° circolo "Don Bosco"

Un'isola ecologica nella scuola: polemica a Torre del Greco

Accuse al sindaco dalla preside e dal comitato Il Progresso

Un'isola ecologica nella scuola: polemica a Torre del Greco
07/09/2011, 09:09

TORRE DEL GRECO - Un centro di raccolta rifiuti all’interno di una scuola elementare. Balza agli onori della cronaca la scelta del Comune di Torre del Greco di creare un’isola ecologica nei giardinetti del terzo circolo “Don Bosco”. Rifiuti secchi e umidi a pochi metri dalle aule dei più piccoli, e per lo più in una strada a senso unico e chiusa ai lati da numerosissimi condomini. Questa la decisione azzardata giunta dal municipio corallino, che prevede l’utilizzo dei giardinetti dell’istituto. I lavori sono ufficialmente già partiti, ma non senza la polemica della società civile. “Sono arrivata in questa scuola il 1° settembre, e già c’erano gli operai a lavoro nei giardini della scuola – spiega la dirigente scolastica del terzo circolo, Rossella Di Matteo – quello che non capisco è perché il Comune non si è interfacciato con me per questa cosa. D’altronde ci sarebbe anche un altro spazio disponibile, non vedo perché abbattere gli alberi e occupare un giardino creato dagli stessi alunni della scuola in un progetto fatto con Legambiente. La situazione mi preoccupa e non poco, perché la gente del quartiere è arrabbiata e vuole che la situazione torni alla normalità entro l’inizio della scuola, fissato per il 14 settembre”. Nessuno vuole mandare i propri figli in una scuola dove insiste anche un centro di raccolta rifiuti. La voce del popolo è ben rimarcata dal presidente del comitato di quartiere “Il Progresso”, Vincenzo Porzio: “Sono stati i ragazzi a creare quei giardini, è incredibile che il comune voglia distruggerli. Creare un isola ecologica in una scuola è da pazzi. Sia per i cattivi odori che comporta, sia perché è accessibile da tutti in ogni momento della giornata. Chi vuole mandare a questo punto i bambini in quella scuola, tra i rifiuti e il rischio di essere avvicinati da sconosciuti? Noi ci batteremo sempre fino a che il Comune non cambia idea”.

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di Salvatore Formisano
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