Provincia / Caserta

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Rischi per la salute degli operatori, ma non dei consumatori

Vaccino per mascherare brucellosi, sequestrate 180 bufale

Caserta, operazione del Corpo Forestale e del Naf di Roma

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Vaccino per mascherare brucellosi, sequestrate 180 bufale
31/05/2013, 13:28

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Dosi massicce di vaccino per mascherare la presenza della brucellosi nelle bufale durante i controlli sanitari: l’espediente è stato scoperto dal Corpo Forestale dello Stato che ha sequestrato 180 capi di bestiame in alcuni allevamenti del Casertano. “Con questo sistema - ha accertato la Forestale - gli allevatori hanno evitato l’abbattimento dell’animale infetto, come previsto dal programma europeo contro la brucellosi, lo hanno sfruttato fino allo stremo per ricavarne quanto più latte possibile e lo hanno poi abbattuto per percepire i contributi previsti dalla stessa Unione Europea”. In questo modo, però, hanno accertato gli investigatori, il batterio della brucellosi è passato dall’animale al latte, con rischi per gli operatori che manipolano il latte stesso, ma non per i consumatori, giacché la brucellosi viene normalmente eliminata con il processo di pastorizzazione. L’indagine, battezzata “Operazione bufale sicure”, è stata condotta dal Corpo Forestale del comando provinciale di Caserta e dal Nucleo Agroalimentare e Forestale di Roma, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Da un’analisi più approfondita di oltre ottocento campioni di sangue, prelevati su altrettante bufale, è emerso in particolare che il vaccino era stato somministrato agli animali - dei quali alcuni trovati, infatti, affetti da brucellosi - in età adulta, mentre l’Unione Europea consenta, e solo in alcune zone del Sud Italia, la somministrazione di vaccino limitatamente alle bufale in età compresa tra i 6 e i 9 mesi e con il rispetto di protocolli gestiti dalle autorità sanitarie locali. Scopo degli allevatori era nascondere l’infezione da brucellosi, la quale, in presenza del vaccino, non può essere rilevata con il metodo tradizionale di analisi, normalmente usato in Italia e all’estero. Le bufale sequestrate saranno sottoposte a uno speciale protocollo operativo, che sarà gestito dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo, centro di eccellenza e referenza nazionale e di rilievo europeo per la prevenzione della brucellosi.

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di Emilio di Cioccio
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