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Vesuvio, le vie e le strategie di fuga

Il piano di evacuazione presentato dall’onorevole Beneduce

Vesuvio, le vie e le strategie di fuga
15/07/2013, 09:20

TORRE DEL GRECO - “Non sappiamo quando il Vesuvio si risveglierà, ma non possiamo lasciare che il piano di evacuazione sia improvvisato, o lasciato così com’è, con la pretesa di portare in salvo 700mila persone dai paesi a rischio con pullman o treni. Sono in gioco migliaia e migliaia di vite umane. Le vie e i mezzi di fuga vanno individuati. Inoltre, bisogna procedere ad censimento, per sapere se e dove i cittadini a rischio hanno la possibilità di andare. L’indagine contribuirebbe a raggruppare i cittadini secondo casistica: chi sa dove rifugiarsi, chi può spostarsi autonomamente ma non ha una meta, chi non può muoversi da solo, e così via”. Con queste parole l’onorevole Flora Beneduce, consigliere regionale della Campania, si fa interprete di un disagio che la Pro Loco di Torre del Greco, presieduta da Antonio Altiero, ha trasformato in uno studio articolato. Numerosi gli spunti di riflessione offerti dal documento.

“Nel caos e nel panico dell’evento paventato, la comunicazione non sarebbe poi così immediata – continua l’onorevole Beneduce. Per questo, bisognerebbe assegnare ad ogni cittadino una casella di posta; destinare una sorta di bancomat ai cittadini coinvolti per attingere al “contributo di sopravvivenza” disposto dallo Stato; consegnare la stessa tessera a coloro che volessero ospitare gli sfollati, in modo da poter prelevare il “contributo di ospitalità”. Parlarne fin da ora non è prematuro, è anzi necessario. E le misure che ho illustrato devono essere integrate dall’utilizzo di elicotteri con grandi capacità di carico e con mezzi anfibi della Marina. Il coordinamento tra sindaci, Prefettura, Protezione civile, Esercito e Marina è perciò indispensabile. E deve essere avviato al più presto”.

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di Redazione
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