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Via il commissariato per fare spazio al teatro!


Via il commissariato per fare spazio al teatro!
05/11/2010, 23:11

POZZUOLI - Elezioni in vista. Programmi elettorali, idee, progetti. Tutto si prepara pur di ottenere il governo cittadino e dare una svolta alle sorti locali. Così come cerca di fare anche il movimento politico territoriale Pozzuoli Decide, nato da un incontro tra persone eterogenee tra loro sul social network Facebook. Da loro arriva un ultimo manifesto ispirato all'antica villa comunale di Pozzuoli e al teatro Sacchini che lì era presente. Dal 1960, da mezzo secolo dunque, nella sede destinata nell'antichità al teatro, l'unico, c'è il Commissariato di Polizia, oggi diretto dal vice Questore Paolo Esposito. Il neo movimento, affanciandosi sullo spaccato politico futuro, si pone un obiettivo: cacciare la Polizia per far ritornare il luogo di cultura e divertimento. Sarà pur vero che in una città di circa 100.000 abitanti è importante avere un vero teatro comunale, ma non sarebbe il caso, almeno per il momento di tenere in vita l'organo di Polizia Statale che garantisce la legalità, in una realtà difficile come quella puteolana? Sorprende che tra i primi interessi di una ipotetica classe politica futura, ricca di desiderio di ritornare alla proprie origini, orientata al futuro, ci sia la volontà di spodestare i poliziotti, senza tentare di indicare neanche una sede alternativa, ma soltanto dei quartieri, dove la presenza dello  "Stato" sarebbe maggiormente necessario, come se a smantellare presunti problemi di criminalità bastasse un commissariato o una caserma all'interno dello stessa zona. Gli esempi nell'intera Napoli, e in molti luoghi della stessa Pozzuoli, difficili, sono ricchi di sedi di Forze dell'Ordine. Eppure lo stato delle cose non cambia. Ma nel progetto del futuro, forse in un centro cittadino, tra cumana (una vera e propria rete ferroviaria), un porto, una tangenziale in via di ultimazione, è auspicabile riportare un teatro in nome della cultura. Fosse altro per ridare alla città quell'area di ville parigina di inizio secolo, con tutte le strutture circostanti nettamente cambiate, con esigenze diverse. Ma se le idee dei politici sono queste, ci sarà da crederci. Se il cambiamento del domani, che può passare soltanto per nuovi volti e nuovi nomi, estranei al panorama vissuto sino ad oggi, è spinto da tale impeto, un motivo valido per appoggiare il progetto ci dovrà pur essere, e sarà la fiducia dei cittadini nell'appoggiare i progetti proposti dal Mpt Pozzuoli Decide a conferire la giusta carica, e incarico, per poterli realizzare!
Riportiamo di seguito il manifesto per intero.

“Rialziamo il sipario sul nostro futuro”

     Riaprire il vecchio Teatro Sacchini nella sua sede storica all'interno della villa comunale di Pozzuoli, per riportare la cultura attiva in città. E' la proposta lanciata dal Movimento Politico Territoriale Pozzuoli Decide, attraverso un manifesto affisso ieri per le strade della città, dal titolo “Rialziamo il sipario sul nostro futuro”.

“Cultura e legalità – si legge nel manifesto – formano da sempre un binomio inscindibile.

Dove non c'è cultura l'illegalità trova maggiori spazi per prosperare.

La legalità è la migliore cultura che si possa diffondere.

Partendo da queste premesse, l'Mpt Pozzuoli Decide lancia alla città una proposta di cultura e di legalità. Una proposta che punta anche a rivedere i flussi di traffico sul centro storico e a migliorarne la viabilità, in sintonia con uno dei 6 progetti elaborati per la città.
Una proposta da realizzarsi di concerto tra l'amministrazione comunale e il Ministero degli Interni e che potrebbe essere un esempio concreto di “buon governo”.

Essa prevede la delocalizzazione del commissariato di polizia, ospitato in quello che fu il vecchio “Teatro Sacchini”.

Inaugurato nel 1906, il Teatro Sacchini fu chiuso nel 1960, per fare posto all'attuale commissariato di Polizia di Stato. Con una scelta incomprensibile, gli amministratori pubblici dell'epoca distrussero l'unico teatro della città per fare posto agli uffici e alle celle di detenzione della polizia.

Ma in questo modo uccisero la cultura nel nome della legalità.

Oggi, a 50 anni di distanza, è giunto il momento di rimediare a quell'errore, ristabilendo il giusto rapporto tra cultura e legalità.

Riapriamo il vecchio Teatro Sacchini e delocalizziamo il commissariato, ospitandolo in una nuova struttura efficiente e funzionale alle sue esigenze e a quelle dei cittadini, da individuare nel centro storico o, come noi auspichiamo, in aree della città che avvertono maggiormente il bisogno della presenza dello Stato, come ad esempio il Rione Toiano o Monterusciello.

La presenza del Teatro Sacchini nella sua sede storica della villa comunale riporterebbe la cultura “attiva” nel centro della città.

Riappropriamoci della nostra storia.

Ripartiamo dal nostro migliore passato.” 

 

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di Redazione
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