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Vico Equense: il Sindaco Gennaro Cinque intende dedicare una strada a Carlo Fermariello


Vico Equense: il Sindaco Gennaro Cinque intende dedicare una strada a Carlo Fermariello
09/01/2012, 11:01

Vico Equense – “Il tempo è maturo per intitolare una strada a Carlo Fermariello, il grande Leone, proprio nella Città di cui è stato Sindaco.” Lo dichiara il Primo Cittadino di Vico Equense, Gennaro Cinque. “La sua sfida – aggiunge il Sindaco – era quella di rilanciare Vico Equense a livello nazionale, con il concorso di tutte le energie positive che questa Città esprime. Questo obiettivo, avvincente, non riuscì, però, a realizzarlo perché pochi mesi dopo il suo insediamento morì. Il 15 gennaio 2012 saranno trascorsi quindici anni dalla sua scomparsa, è legittimo un riconoscimento – aggiunge il Sindaco – per affidare, in particolare alle giovani generazioni, la memoria di chi operò per costruire un Paese migliore.” Carlo Fermariello era nato il 14 ottobre del 1925, da un' antica famiglia napoletana. Aveva iniziato la sua attività già da studente, al liceo "Genovesi", nelle fila di "Giustizia e libertà" e, poi, nel Partito d' Azione, seguendo le tracce dello zio, Gennaro Fermariello, sindaco di Napoli nel 1945. A questo primo impegno, era seguito quello della lotta partigiana nei volontari del battaglione "San Marco" e la collaborazione con il giornale "L'Azione", diretto da Guido Dorso. Nel primo dopoguerra, aderì al Pci, ricoprendo, tra l'altro, l'incarico di segretario del partito a Caserta per un breve periodo. Tuttavia, fu proprio nella fase delle lotte contadine per il Mezzogiorno, che Carlo, prima in Basilicata e poi a Roma, si dedicò totalmente al sindacato dei lavoratori della terra, diventando segretario della Federbraccianti e coordinatore della segreteria generale della Cgil. All' inizio degli anni Cinquanta, fu eletto al Comune e, alla fine di quel decennio, fu chiamato a dirigere la Cgil di Napoli. Nel 1963, partecipò come attore alle "Mani sulla città". Negli anni successivi, precisamente dal 1968 al 1983, Carlo fu eletto senatore, a Napoli e a Castellammare di Stabia. Inoltre, si impegnò nell'associazionismo venatorio, a lui tanto caro, fondando l' Arci-Caccia e ricoprendone la carica di presidente. Nella fase che seguì all' intensa e intelligente opera svolta da parlamentare, si dedicò ai temi dello sviluppo della città di Napoli: prima, nuovamente da consigliere comunale e, poi, rivestendo incarichi in diversi enti economici. Tuttavia, l' attività che lo riportò agli entusiasmi giovanili fu la ripresa dell' impegno politico diretto, come sindaco di Vico Equense, dove ottenne nel giugno 1996 un notevole risultato personale.

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di Redazione
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