Provincia / Caserta

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Prima firmataria la senatrice casertana del Pd, Capacchione

Video - Rifiuti tossici, interrogazione a ministro della Giustizia

A sottoscriverla i senatori di diversi schieramenti politici

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Video - Rifiuti tossici, interrogazione a ministro della Giustizia
05/09/2013, 11:47

CASERTA - Alla ripresa dei lavori a Palazzo Madama, la senatrice casertana Rosaria Capacchione, unitamente ai colleghi del Pd Enzo Cuomo, Angelica Saggese e Pasquale Sollo, ha presentato un’interrogazione urgente, indirizzata al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri e sottoscritta da diversi senatori di tutti i partiti, in merito alla presenza di rifiuti tossici interrati, di cui hanno dato notizia diversi pentiti di camorra dal 1992 ad oggi. Nell’interrogazione si chiede di conoscere, anzitutto, se l’opera di monitoraggio delle aree inquinate è stata ultimata e se esistono precisi piani di bonifica. “Sin dal 1988 nei territori di Casal di Principe, Villa di Briano, Villa Literno, Castelvolturno, Villaricca, Frignano, Capua, sono stati rinvenuti fusti di rifiuti nocivi sotterrati nei terreni di aree destinate a coltivazioni intensive. Dal 1992 – scrive la Capacchione - abbiamo dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia che indicano i luoghi destinati all’interramento illecito di rifiuti, così come altri siti sono stati individuati nell’ambito di autonome indagini di polizia giudiziaria”. Tra le zone interessate c’è il cosiddetto “comprensorio delle discariche e delle ecoballe”, ovvero un’area di oltre trecento chilometri quadrati, compresa tra la parte settentrionale della provincia di Napoli e l’agro aversano”. “Con questa interrogazione – conclude la senatrice Capacchione – si chiede di conoscere se risulta ultimata l’opera di monitoraggio delle aree inquinate; se è stato predisposto un adeguato programma di bonifica; se sono state attivate tutte le procedure per cinturare i fondi agricoli inquinati e trasformati in zone “no food”; e se risultano intraprese e portate a termine tutte le verifiche ed i riscontri di quanto dichiarato dai collaboratori di giustizia che hanno partecipato, a vario titolo, al traffico di rifiuti tossici e nocivi; se risulta, infine, l’esistenza di altri verbali secretati, dai quali sia possibile venire a conoscenza di altri siti trasformati in discariche illegali”.

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di Emilio di Cioccio
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