Provincia / Caserta

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Precarie condizioni igieniche, possibile disastro ambientale

Villa Literno, sequestrato allevamento con 200 bufale

Operazione della Capitaneria, bloccata distribuzione latte

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Villa Literno, sequestrato allevamento con 200 bufale
22/02/2013, 11:50

VILLA LITERNO - Un’azienda bufalina di Villa Literno, che si estende su di una superficie di 120mila metri quadrati, è stata sequestrata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere per gravi criticità igienico-sanitarie, ma anche per violazioni in materia ambientale e urbanistico-edilizie. I reati ipotizzati sono: attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, consistente nello smaltimento e nel deposito incontrollato dei rifiuti. Ma se le analisi a campione sui liquidi prelevati dall’Arpac dovessero risultare positivi ad alcune sostanze, si potrebbe configurare anche il reato di disastro ambientale per ora non contestato. La struttura, di proprietà di V.B., insiste inoltre in un’area sottoposta al vincolo sismico e ambientale, interna al nuovo perimetro della riserva naturale Foce Volturno, costa Licola. L’azienda, dicono le indagini eseguite dal nucleo di Polizia Ambientale della capitaneria di porto di Napoli e Mondragone, era sprovvista di autorizzazione e priva di verifiche sulla salubrità e l’utilizzo delle acque per l’abbeveramento degli animali in difformità alla normativa che prevede di utilizzare acqua potabile e pulita per prevenire la contaminazione. Carenti erano anche le analisi microbiologiche del latte delle bufale, tanto che l’Asl ha intimato ai titolari dell’azienda di non conferire il latte prodotto ai caseifici per il trattamento. In materia ambientale sono stati scoperti degli illeciti che riguardano lo smaltimento dei liquami smaltiti nel cosiddetto “lagone aziendale” che presentava delle zone in cui il liquido straripava. I reflui, a fine percorso, confluivano in un canale del Lago Patria che sfocia, poi, nel mare del litorale domitio. Su alcune aree dell’azienda c’erano scarti edili che sembrerebbero contenere amianto e scarti anche di natura industriale. Saranno successivamente analizzati dall’Arpac così come saranno analizzate le strutture dell’azienda per verificare la presenza di materiale pericoloso come l’amianto. Il 18 gennaio scorso, un altro blitz della Capitaneria di Porto di Napoli portò al sequestro di altre due aziende di Villa Literno e alla drammatica scoperta di numerosi bufalotti lasciati morire di fame perché improduttivi e di vere e proprie fosse comuni di animali.

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di Emilio di Cioccio
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