Provincia / Area Flegrea

Commenta Stampa

La famiglia chiede ai testimoni di raccontare l'accaduto

"Vogliamo sapere la verità", l'appello dei familiari

Luigi Di Roberto è morto sulla SS 7 Quater Bis

'Vogliamo sapere la verità', l'appello dei familiari
23/02/2011, 16:02

QUARTO (NA) - Da anni l’Unione Europea si batte per la drastica riduzione del numero di vittime sulle strade dei Paesi membri. Difatti, nel decennio appena concluso, la Commissione Europea ha già fissato obiettivi precisi, riconfermando la priorità “sicurezza stradale” con un nuovo Piano 2011-2020. Una battaglia che sembra dare risultati nel nostro Paese, dove iniziano a registrarsi segnali positivi per le quattro ruote. Ma i numeri, purtroppo, dicono anche che la situazione non è delle migliori per i soggetti più indifesi, i cosiddetti “utenti deboli”: pedoni, ciclisti e motociclisti, che restano le maggiori vittime sulle strade.
E’ proprio la storia di un motociclista flegreo a balzare, nuovamente, in primo piano per un appello lanciato dai suoi familiari, caldeggiati dall’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, presieduta da Alessandro Petrosino, referente del territorio di Napoli e provincia.
Lo scorso 19 giugno, Luigi Di Roberto, 51enne, percorreva a bordo di un Beverly 250 la SS 7 Quater Bis, che collega l’area del centro commerciale “Quarto Nuovo” con la zona del Bivio. Ad un tratto il cittadino puteolano, residente a Quarto, avrebbe perso il controllo del mezzo, urtando contro il guardrail. L’uomo fu subito strappato alla vita, troncando così ogni speranza nei familiari.
Quaranta minuti prima il territorio flegreo si era già macchiato di sangue, quando il giovane Antonio Imperato, a bordo della sua Fiat Palio, si scontrò con un autobus della Ctp nel tunnel del Campiglione. L’impatto lo uccise sul colpo.
“Dopo otto mesi dall'incidente del signor Luigi Di Roberto, purtroppo deceduto sulla Variante
SS 7 Quater Domitiana uscita Quarto (a 500 mt dallo svincolo su via Campana) – si legge nell’appello diffuso dal sodalizio - ancora oggi ci sono molti interrogativi. Il pomeriggio del 19 giugno Di Roberto stava procedendo su uno scooter Beverly 250 quando ha perso il controllo del suo mezzo, finendo contro il guardrail. L’uomo è stato sbalzato sull’asfalto, mentre lo scooter ha finito la sua corsa cinquanta metri più avanti. La dinamica però dell’incidente non è ancora chiara e si cercano dei testimoni che possano aiutare i familiari della vittima a capire cosa sia successo esattamente. Se qualcuno fosse stato presente al momento dell’incidente ed avesse visto cosa realmente è accaduto, sarebbe di grande aiuto ai familiari del signor Di Roberto. Al seguente numero 3475871217 è possibile telefonare per raccontare quanto si è eventualmente visto”.
Il presidente della sezione partenopea dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, Alessandro Petrosino, ci tiene inoltre a ribadire: “La strada su cui ha perso la vita Di Roberto è un tratto rettilineo in discesa, dove si sfreccia ad alta velocità; inoltre l'ingresso presso la struttura dell’ Ipercoop è in curva e chi non lo conosce è portato ad invadere subito la corsia di sorpasso con frequenti incidenti. Lungo l’arteria ci sono spesso rifiuti e materiale vario disperso, che mettono a rischio l'incolumità dei veicoli in transito”.
“E’ importante- prosegue Petrosino- indossare il casco, così come la cintura di sicurezza, ma da soli non bastano a salvare la vita. E’ rilevante avere condotte di guida sicure, ma è altrettanto necessario che le strade, che percorriamo tutti i giorni, abbiano caratteristiche idonee a garantire la sicurezza degli utenti, non spingano a condotte pericolose e non celino insidie occulte”. Il casco di Luigi Di Roberto fu ritrovato poco dopo e consegnato alle forze dell’ordine, che indagavano sulla dinamica dell’incidente. Non si esclude l'intervento di un terzo, che avrebbe tagliato la strada.

Commenta Stampa
di Tiziana Casciaro
Riproduzione riservata ©