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Vomero: il commercio cinese sbarca in via Luca Giordano


Vomero: il commercio cinese sbarca in via Luca Giordano
20/11/2013, 15:11

VOMERO - “Il Vomero come la Ferrovia? “ è la domanda che si pone Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, particolarmente attivo negli ultimi tempi sulle dinamiche che stanno riguardando il settore commerciale del quartiere collinare, che, con quasi duemila esercizi a posto fisso, costituisce il primo quartiere commerciale del capoluogo partenopeo e tra i primi in Europa.
“Proprio in questi giorni ho visto che al piano terra di un noto negozio di abbigliamento nella centralissima via Luca Giordano sono comparsi sia in vetrina, sia negli scaffali tutta una serie di prodotti di oggettistica e di giocattoli cinesi – puntualizza Capodanno -. Pare che si tratti un primo esperimento di un negozio cinese al Vomero che, vista la crisi ed i numerosi locali tuttora liberi, potrebbe estendersi a macchia d’olio“.
“A partire dalla metà degli anni ‘90 – ricorda Capodanno – i commercianti cinesi hanno cominciato ad espandersi proprio nelle piazze e nelle strade che si trovano intorno alla stazione ferroviaria di Napoli, estendendosi poi gradualmente fino ai vicoli della Duchesca. I loro negozi trattano generi tutti provenienti dalla Cina, per lo più abbigliamento, oggettistica e giocattoli“.
“Un altro tassello di una trasformazione che nel quartiere collinare non si era mai osservata dal dopoguerra fino alla fine del secolo scorso, quando al Vomero ancora resistevano le botteghe storiche, a conduzione familiare, che si tramandavano di generazione in generazione e che oggi sono quasi tutto scomparse per far posto ad una serie di attività o della grande distribuzione o di pubblici esercizi con bar, ristoranti e paninoteche, o infine di negozi di scommesse“.
“Tutto ciò, va rimarcato ancora una volta, avviene nella totale assenza d’iniziative e di provvedimenti da parte degli Enti preposti – afferma Capodanno -, a partire dalla Regione Campania che non ha ancora varato una normativa a tutela dei negozi e delle botteghe artigianali storici della Città, con le relative provvidenze finanziarie che avrebbero potuto dare una boccata di ossigeno ad un settore che sta attraversando una difficile e lunga crisi".

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di Redazione
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